I produttori di hardware e l’opensource

E’ da un po’ che mi chiedo come mai i produttori di hardware (salvo rare eccezioni) non pensino al modello opensource per i loro driver. Un driver è un pezzo di software pressochè inutile se non utilizzato assieme all’hardware per cui è progettato, quindi tutto questo segreto intorno al suo funzionamento non è utile a nessuno: con un modello di sviluppo open sarebbe possibile trovare e correggere più velocemente i bug o perfezionare le funzionalità del driver stesso senza quasi nessun peso sull’azienda produttrice, ottenendo di fatto vantaggi sia per l’utente finale che potrebbe avere un miglior supporto alle periferiche che possiede, sia per l’azienda produttrice che si troverebbe driver migliori senza investire quasi nulla.

Invece la quasi totalità delle aziende utilizza un approccio closed source (anche quando rilasciano driver per sistemi open come GNU/Linux o BSD), con problemi di compatibilità e molte volte funzionalità ridotte o bug irrisolti a volte per molti mesi.

Al momento fra i maggiori produttori di hardware possiamo solo trovare aziende come Intel, VIA e Matrox per le schede grafiche e i chipset, HP per le stampanti e gli scanner.

Poi ci sono aziende come Creative che hanno una sezione del sito chiamata opensource dove è si possibile scaricare i sorgenti driver, salvo poi proporti una licenza totalmente closed source che impedisce di fatto la modifica o la ridistribuzione dei sorgenti.

Speriamo che con la spinta richiesta dai grandi produttori di PC le cose possano cambiare presto.

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