Maggio 5, 2008
Su zeusnews è comparsa una notizia riguardante Google: “Il progetto CoreAvc per Linux chiude: la società che produce il codice ha accusato Google di violazione di copyright.”
Il paradosso è che Google non ospitava affatto materiale protetto da copyright, e l’azienda che ha richiesto la chiusura del progetto publicizza il fatto di essere aperta verso l’opensource : “Come potete vedere l’equilibrio di CoreCodec riguardo ai prodotti audio e video sia open source che closed source è piuttosto unico sul mercato. La nostra filosofia è di rilasciare come open source quando appropriato, e quando scegliamo di rilasciare un prodotto come closed source tentiamo di aprirlo quanto più ci è possibile per l’accesso di terze parti”
Sono senza parole
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Maggio 5, 2008
Un’azienda Keniota chiamata Mullard ha realizzato un prodotto che permette di utilizzare lo stesso PC fino a 10 utenti contemporaneamente utenti. Serve solo un PC con qualsiasi distro GNU/Linux, una scheda video per ogni utente (o una dual head ogni 2) e sufficienti porte usb per collegare tastiere e mouse e ovviamente una tastiera ed un mouse per ogni utente. Poi installate il programma e magicamente vi ritrovate con 10 PC indipendenti. Le specifiche richieste sono relativamente basse : un Pentium IV 2600 con 1.5GB di RAM e 3 schede video dualhead bastano per 6 utenti.
Sicuramente per piccoli uffici o impieghi non troppo gravosi è possibile risparmiare sull’acquisto delle macchine (la licenza costa circa 100Euro) e anche sul consumo energetico.
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Maggio 5, 2008
Informationweek ha proposto una sfida fra 7 distro per determinare la migliore. Le 7 distro prese in esame sono state installate su 2 portatili, 2 desktop e su Virtualbox :
- Opensuse 10.3
- Ubuntu 8.04
- PCLinuxOs 2007
- Mandriva LinuxOne 2008
- Fedora 8
- SimplyMepis 7.0
- Centos 5.1
Le conclusioni sono che Ubuntu è una delle migliori sotto quasi tutti gli aspetti, OpenSuse va molto meglio sui desktop che sui portatili, ma ha diverse ottime idee che sarebbe bello vedere sviluppate nelle prossime release, Centos e Fedora pur essendo derivate entrambe da RedHat sono abbstanza diverse fra loro, la prima è più userfriendly, la seconda riconosce meglio l’hardware, mentre Mandriva, PCLinux e SimplyMepis pur essendo cugine ed essendo molto semplici da configurare, sono organizzate in modo diverso, quindi cosa pensi di trovare in posto in una distro è in posti diversi nelle altre 2 (ndt: Mepis è basata su Debian e non Mandriva).
Sicuramente il confronto è interessante, anche se ovviamente non può essere conclusivo: sono state prese in considerazione solo 7 distro escludendo ottime distro come LinuxMint, Debian, Slackware o Sabayon. Anche le conclusioni sono secondo me un po’ forzate anche perchè il confronto è stato fatto fra l’ultima ubuntu e la penultima release di Mandriva (già alla 2008.1) e Fedora che è in uscita con la nuova release in questi giorni. Inoltre Centos è una distro destinata ai server quindi è poco indicato confrontarla con distro da desktop.
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Maggio 5, 2008
Girando sul web mi sono imbattuto in questo post dove vengono elencate 80 delle migliori applicazioni relative alla sicurezza. E’ un elenco molto completo a cui aggiungerei solo 2 distro live:
SysrescueCD : un vero e proprio coltellino svizzero per GNU/Linux ma non solo
Clonezilla : con la versione anche live un’ottimo strumento per clonare interi dischi.
Perchè sicurezza è la possibilità di ripristinare velocemente una macchina o la possibilità di estrarre dati da una macchina compromessa.
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Maggio 5, 2008
Sul sito Microsoft ci sono 2 screencast dove viene mostrata la (secondo loro) superiorità di IIS di Windows rispetto ad Apache su Linux. Ora sarà che io sono abituato più a GNU/Linux che a Windows ma a me pare che il video dimostri esattamente il contrario:
a parte il fatto che probabilmente hanno provato GNU/Linux su un pentium 100 perchè a me nemmeno su un Celeron 600MHz il terminale o firefox ci mettono tutto quel tempo ad avviarsi (notate tra l’altro come si chiama l’utente: avevo le lacrime dal ridere!!), poi esiste anche su Ubuntu un tool grafico per l’installazione, comunque alla fine si tratta di installare da synaptic (o da apt-get come hanno fatto loro) 2 pacchetti, copiare i file di esempio nella directory corretta ed il gioco è fatto. E’ da notare come abbiano sempre forzato l’uso da linea di comando, sbagliando a volte a digitare (e senza mai usare il tab completion) e anche usando 1 volta gedit e una volta nano come editor per esaminare i file d’esempio.
Su Windows (a parte il fatto che i file d’installazione erano già stati scaricati sul desktop), dopo averli installati bisogna configurare IIS e modificare le directory presentate di default, il tutto attraverso l’ambiente grafico loggati come amministratore in ambiente grafico.Inoltre su Linux eseguivano un comando alla volta mentre su Windows mentre installava perl mostravano i file di esempio (come a voler dire che Windows può fare più cose alla volta e GNU/Linux no, mentre noi sappiamo bene come le cose non siano proprio così!)
Alla fine il tempo d’installazione nonostante tutto è risultato minore su GNU/Linux con 4 minuti e 40 secondi (in cui bisogna contare anche il tempo impiegato a scaricare i pacchetti con una connessione che andava a una media di 56KBi/sec) contro 4 minuti e 58 secondi su Windows.
Ovvio che per chi è esperto un confronto del genere può far sorridere, ma per un utente che non conosca GNU/Linux può sembrare tutto molto più difficile di come in realtà è. Però secondo me questo accanimento contro l’opensource è sintomatico di una paura di fondo: se io so di essere il migliore non ho bisogno di dimostrarlo barando o truccando i confronti, se lo faccio è perchè so che in un test regolare ne uscirei sconfitto.
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Maggio 5, 2008
Per chi dice che non ci sono giochi validi su GNU/Linux ecco a voi Flightgear.
E’ un ottimo simulatore di volo multipiattaforma (Windows, Linux, Mac OS-X, FreeBSD, Solaris e IRIX oppure è disponibile in liveCD per chi vuole provarlo senza toccare nulla della configurazione della macchina), gira su hardware anche abbastanza datato (l’ho provato con risultati soddisfacenti su di un Sempron 2800+ con una ATI Radeon 9200), dispone di scenari che coprono praticamente tutto il mondo (oltre 20.000 aeroporti), con aerei che vanno dai caccia militari all’aereo dei fratelli Whright passando per dirigibili e UFO. Il realismo della simulazione è talmente elevato da essere utilizzato in campo aeronautico ed è possibile collegare più macchine in rete per una simulazione di gruppo.
Il gioco è realistico al punto che non è facile neppure decollare se non si ha un po’ di dimestichezza con i velivoli, quindi prendetevi il tempo che serve per seguire l’ottimo tutorial online.
Buon volo a tutti
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Maggio 5, 2008
Volete sapere se potete attivare gli effetti di Compiz sul vostro PC magari un po’ datato senza rischiare di dover installare e configurare tutto salvo poi scoprire che la scheda video è insufficiente?
Da oggi si può: con Compiz Check
Basta scaricare questo file
renderlo eseguibile con :
chmod +x compiz-check
poi lanciarlo con
./compiz-chech
Su Debian e le sue derivate invece si può usare il pacchetto deb scaricabile qui e poi lanciatelo digitando compiz-chech da console.
Il risultato che otterrete sarà:
Gathering information about your system…
Distribution: Debian GNU/Linux (lenny/sid)
Desktop environment: Unknown
Graphics chip: ATI Technologies Inc RV280 [Radeon 9200] (rev 01)
Driver in use: radeon
Rendering method: AIGLX
Checking if it’s possible to run Compiz on your system…
Checking for texture_from_pixmap… [ OK ]
Checking for non power of two support… [ OK ]
Checking for composite extension… [FAIL]
Checking for FBConfig… [ OK ]
Checking for hardware/setup problems… [ OK ]
Se avete tutti OK compiz dovrebbe girare senza problemi, se invece come nel mio caso qualcosa fallisce potete vedere cos’è (per me mancano le estensioni composite). In caso di problemi hardware o di setup addirittura proprone lui delle soluzioni
In conclusione un bello script e molto utile
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Maggio 5, 2008
Secondo Alex Brown, un esperto di standard notoriamente vicino a OOXML, lo standard ODF (quello usato da Openoffice e Koffice per interderci) soffrirebbe degli stessi problemi di validazione dello schema XLM con lo standard ISO depositato (norma ISO/IEC 26300:2006) quando generato da Openoffice.org: in pratica non sarebbe possibile generare un documento XML perfettamente valido. La comunità ODF sta già lavorando ad una nuova release dello standard da sosttoporre all’ISO anche perchè i test sono stati fatti sul vecchio standard ODF 1.0 (l’unico depositato all’ISO per ora); comunque e sembra che solo openoffice è stato testato, bisognerebbe vedere come si comportano gli altri programmi.
Secondo John McCreesh,responasbile marketing di Openoffice in Inghilterra, questo non è un problema grave, anzi lo standard così com’è oggi garantirà che i vostri file siano ancora leggibili tra 20 anni.
Qui il link al sito di Brown
Bisogna notare che il documento utilizzato da Brown è stato generato con Openoffice 2.4.0 che salva in formato ODF 1.1 mentra la compatibilità è stata ricercata con lo standard 1.0. Certamente non è una cosa preoccupante, ma speriamo che gli sviluppatori riescano a correggere i problemi di validazione in modo tale da garantire la completa compatibilità allo standard oppure che presentino la nuova bozza per l’approvazione all’ISO in tempi brevi, così da avere uno standard più aggiornato.
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