Ci sono troppi Pinguini nel pollaio?
Ho sentito da più parti la gente lamentarsi che esistono troppe distro, e che questo provoca una frammentazione delle risorse che impedisce uno sviluppo rapido di GNU/Linux. Ma è veramente così?
Si è vero ci sono oltre 100 distro attivamente sviluppate, ma secondo me questo è un vantaggio non uno svantaggio: qualcuno si lamenta forse del fatto che esistono centinaia di modelli di auto, di cui molti sviluppati sullo stesso pianale e con gli stessi motori di cui alla fine cambiano solo le plastichine e i fari?
Se ci pensate bene ogni distro alla fine è basata sullo stesso kernel e grazie alla GPL le modifiche fatte da uno sviluppatore possono essere facilmente integrate dagli altri senza problemi. Inoltre non tutti abbiamo le stesse esigenze: chi vuole una distro superaggiornata andrà verso Ubuntu, a chi serve un desktop con alta stabilità e non gli interessano fronzoli potrà usare Debian o Slackware, per chi ha bisogno di server con un ottimo supporto RedHat, per chi ha necessità linguistiche particolari esistono distro altamente localizzate come Pardus per il turco, per gli hardware datati c’è Damnsmall Linux, poi ci sono le distro specialistiche come Edubuntu, Dyne:Bolic, Sysrescuecd e così via. Alla fine il bello di Linux è quello di potersi costruire un sistema calbrato sulle proprie necessità, un po’ come un vestito di sartoria.





Maggio 11, 2008 alle 2:30 pm
Quando ho cominciato con linux le distro erano poche … e sinceramente penso che ora un nuovo utente resti disorientatocon tutto quello che si trova.
Ad ogni modo … la libertà e possibilità di scelta rende linux migliore
Maggio 11, 2008 alle 4:03 pm
Davvero, mi ricordo che nel 1997 la scelta era fra Debian, Slackware, Redhat, Suse, Caldera e Mandrake (che era appena uscita o forse stava per uscire) da installare rigorosamente da floppy: anche perchè i masterizzatori di CD costavano una fortuna e i supporti 15-20.000lire l’uno; i masterizzatori di DVD che sarebbero usciti nel 1998-1999 costavano 5-6 milione di lire e dischi 50-60.000lire l’uno); poi scaricarsi un CD da internet con il modem a 56Kb sarebbe stato un suicidio. Comunque da allora sono stati fatti passi da gigante nell’usabilità di Linux.
Maggio 12, 2008 alle 9:43 am
Zitto che se passa qualche ragazzino e novellino informatico si mette a ridere e ci manda in qualche museo della preistoria
Maggio 12, 2008 alle 9:56 am
Se penso che quando ho iniziato a usare i computer 16Kb di RAM erano tanti (e ci si faceva di tutto): a scuola avevamo le bradboard con Z80 e 1Kb di RAM e ci si scrivevano dei bei programmini adesso servono 2GB per far girare un sistema operativo
Ops. hai ragione…mamma mia se mi sento vecchio (anche perchè ho appena visto di che anno sei…accipicchia il mio primo programma l’ho scritto che tu avevi 3 anni)
Maggio 12, 2008 alle 12:18 pm
Il mio primo pc un 486 DX 33 con 8Mb di ram e mi ricordo i test col memmaker far partire programmi o zippa ed unzippa per avere spazio sul disco : 130Mb!
Sai che ti dico? Sono fiero di essere “vecchio” … almeno noi possiamo dire di avere della storia da raccontare e non dobbiamo vergognarci di essere nati col pentium sotto il culo!