Sul giornalino Consumatori riservato ai soci NovaCoop è apparso un bel articolo di 2 pagine dedicato intitolato “L’etica dei computer” a firma di Claudio Strano. L’articolo tratta in modo semplice ma sufficientemente approfondito le tematiche del software opensource e del free software esponendo in modo chiaro e imparziale i pregi ed i difetti dei sistemi basati su Linux. Certamente non è facile in 2 pagine sviscerare un argomento così vasto però l’articolo ha il grande pregio di portare a conoscenza della gente l’esistenza di Linux e del mondo del free ed opensource. Un applauso a Strano ed alla Coop. Speriamo che adesso riescano a spingersi ancora oltre imitando l’esempio di Walmart e vendendo PC con Linux preinstallato (a parte l’EEEPC).





Maggio 11, 2008 alle 2:41 pm |
Ciao,
ti segnalo che non è l’unica iniziativa promossa dalla Coop relativamente al mondo Linux.
Nella mia zona (provincia di Grosseto) la Coop e Guru@Work (il lug di cui faccio parte) hanno firmato una convenzione con cui si stabilisce la creazione di corsi gratuiti di introduzione a GNU/Linux per i soci Coop. Il primo corso è iniziato ieri mattina e il tutto è stato sponsorizzato nei centri locali della Coop tramite volantini e sulla rivista riservata ai soci.
Ciao!
Maggio 11, 2008 alle 3:18 pm |
Questa è una bella iniziativa: d’altronde il software libero è molto vicino alla filosofia delle cooperative. Speriamo che spingano anche la vendita di qualche PC con Linux a bordo, sul modello della Walmart con il green PC
Maggio 19, 2008 alle 5:55 pm |
[...] trovato un post riportato da due aggregatori di feed su Linux, BongoLinux e Linux Feed, scritto da Ercolinux. Continuando a cercare info ho scoperto che il piccolo mensile è disponibile anche online, se [...]
Maggio 25, 2008 alle 2:11 pm |
Mi hai dato un motivo in meno per detestare la Coop… a parte questo, è sempre positivo quando una realtà privata s’avvicina a queste soluzioni: ancora, infatti, non capisco come sia possibile che non lo faccia il settore pubblico, in Italia. Almeno, non ad alti livelli… perché qualche “isola felice” c’è!
Maggio 25, 2008 alle 3:07 pm |
Hai perfettamente ragione: addirittura in molte realtà pubbliche esiste un ostruzionismo verso l’open source che davvero non riesco a capire; non ci resta che partire dal basso e cercare di convincere piano piano aziende ed istituzioni della bontà del modello open source. Da parte
mia sto organizzando un evento di 2 giorni dedicato all’opensource con una giornata rivolta alle PMI ed alle scuole: vedremo come va e se riusciremo a convincere qualche azienda o qualche docente a “convertirsi”.