E’ un po’ di tempo che su internet si discute del fatto che forse la diatriba se Linux sia pronto o meno per il desktop è inutile visto che il futuro pare sarà dei cloud computer, dove il desktop sarà sostituito da nuove metafore e da una completa integrazione con la rete. E dal punto di vista di Microsoft? Pare che anche Ballmer & Co. la pensino allo stesso modo visto che sembra certo che Windows7 non avrà un sucessore. E’ infatti uscita da poco la notizia che “windows 8″ sarà un sistema dedicato al cloud computing, e siccome le modifiche da implementare al “classico” kernel derivato da NT utilizzato fino ad oggi per Windows sarebbero troppo impegnative per essere realizzabili in tempi brevi, hanno valutato l’idea di adottarne uno basato su Linux: qui trovate il video della notizia con l’intervista a Ballmer.
A Torino verranno dati netbook agli studenti
Ottobre 12, 2008Dopo un po’ di assenza dovuta a vari impegni rieccomi a commentare una notizia apparsa su PI: in pratica si vuole sperimentare l’adozione di netbook in dotazione ai ragazzi di 2 scuole elementari di Torino e provincia da affiancare ai tradizionali metodi di studio. Il netbook è stato scelto in modo che sia facilmente trasportabile, visto che i ragazzi potranno portarlo a casa finite le lezioni. Fra i molti modelli disponibili si è optato per 55 esemplari di JumPC che saranno ceduti in comodato gratuito alle scuole da Olidata. Sulla macchina saranno installati parecchi programmi didatti opensource e freeware, e fin qui tutto bene, inoltre la macchina potrà andare su internet ma sarà filtrata in modo da permettere l’accesso ad una lista di 700 siti selezionati con la possibilità di sblocco attraverso una password da parte dei genitori o degli insegnanti. Come chi mi segue ormai saprà a questo punto arriva il lato negativo: già perchè un’altro sponsor è niente meno che BigM, la quale ha dotato i netbook del caro vecchio Windows XP. Ciliegina sulla torta il tutto è gestito attraverso un programma che si chiama Magic Desktop che funge da interfaccia fra il sistema operativo è il ragazzo.
Esistono alternative molto valide per la didattica in campo opensource partendo da Gcompris per arrivare a Squeak quindi perchè utilizzare un prodotto commerciale per fare da mera interfaccia verso programmi opensource?
Far impratichire i nostri ragazzi con i computer è una ottima cosa, io stesso lascio usare a mia figlia di 4 anni il computer di casa con GCompris, e l’idea di dare un netbook in dotazione è lodevole, non tutti infatti possono permettersi l’acquisto di un PC e non sarebbe giusto discriminare chi non ne ha la possibilità; però viste le finalità dell’esperimento se si fosse optato per una distribuzione Linux live con integrati gli strumenti necessari (tipo Edubuntu 101%), si potevano fornire PC fissi nelle scuole (spesso già presenti nei laboratori) e aiutare le famiglie che non possedessero già un computer fornendogliene uno o provvedendo con riduzioni sul costo di acquisto: con l’equivalente dei 55 netbook acquistati (300 euro cad.) si possono acquistare almeno 70-80 PC con prestazioni e dotazioni software superiori: quindi sarebbe possibile allestire almeno 2 aule didattiche nuove avanzando ancora 20 PC da dare alle famiglie. I netbook, per quanto validi, hanno oggettivi problemi di usabilità, innanzi tutto la tastiera molto piccola, poi lo schermo a bassa risoluzione e di soli 7″ di diagonale, la posizione relativa monitor-tastiera poco ergonomica, la durata delle batterie e le possibilità di smarrire o danneggiare il PC durante il tragitto scuola-casa.
Anche l’idea di usare un programma come Desktop Magic è secondo me discutibile: in 5 elementare i ragazzi hanno tranquillamente la capacità di usare un PC normale, ma qui il problema è che scegliendo Windows come sistema operativo diventava probabilmente troppo difficile costruire una situazione “blindata” per i ragazzi. La soluzione di utilizzare un LiveCD di Linux invece avrebbe escluso molti problemi di sicurezza e avrebbe permesso, a parità di investimento, la fruizione di un servizio migliore ad un numero maggiore di persone. Inoltre il voler sempre semplificare e “proteggere” i ragazzi costruendogli attorno reti e barriere di protezione li rende solo incapaci di affrontare quella che sarà poi la vita reale.
Comunque, come diceva qualcuno: piuttosto che niente meglio piuttosto…
Midori is back
Luglio 31, 2008Per chi non lo sapesse Microsoft ha da almeno 5 anni in cantiere un sistema operativo totalmente innovativo chiamato Midori. In questi giorni ho visto rimbalzare su diversi blog e portali la notizia come se fosse una novità dell’ultima ora mentre in realtà già all’epoca di Windows XP BigM pensava ad una svolta, vista la crescente complessità ed i molti problemi di sicurezza dei suoi S.O. Così ha messo un team al lavoro per sviluppare qualcosa di nuovo: dalla creatività dei ragazzi di Redmond è uscito appunto Midori, oggi già funzionante (almeno parzialmente) e chiamato anche Singularity. Al momento lo stato del prodotto è RDK cioè Research Development Kit quindi per ricerca.
Midori non è Windows (e questo è un bene per tutti), infatti sfrutta un kernel molto particolare (disponibile con una licenza parzialmente opensource presso sul sito codeplex), in quanto ogni singolo processo gira in un ambiente isolato dagli altri per quanto riguarda le risorse garantendo quindi una sicurezza molto elevata. Il lato negativo (almeno per chi usa Windows) è che nessuno dei programmi scritti oggi per Windows può essere eseguito su questo tipo di Kernel (inclusi i driver e i programmi di sistema) salvo applicare qualche emulazione. Questo vuole dire che se Microsoft decidesse di far uscire Midori perderebbe la compatibilità con il 100% del software e dell’hardware esistente venendosi a trovare nella stessa situazione in cui era Linux nei primi anni 90 e rischiando quindi di perdere molti clienti.
Visto però che il sistema è stato scritto in quello che si definisce managed code (cioè un codice che deve essere eseguito in un ambiente runtime tipo Java o .NET) questo lo rende di fatto idoneo ad essere eseguito in un ambiente di Cloud Computing, eliminando in questo modo molti dei problemi di driver e di software.
Il progetto è comunque molto interessante, anche se resta da vedere se, come e quando sarà reso disponibile al pubblico.
Per chi volesse approfondire la cosa qui c’è un link (in inglese) ad un documento ufficiale Microsoft del 2005.
CPU a rischio virus?
Luglio 17, 2008Secondo Kris Kaspersky sarebbe possibile scrivere un virus indipendente dal sistema operativo utilizzato e dal tipo di patch di sicurezza applicate, in quanto andrebbe a sfruttare i bug dei processori per agire. A ottobre darà una dimostrazione pratica all’Hack-In-The-Box Security Conference.
Sicuramente Kaspersky (che non è collegato all’omonima ditta che produce antivirus) saprà il fatto suo, ma a me qualche dubbio è venuto:
innanzi tutto deve sfruttare un bug del processore, quindi sarà anche trasversale al sistema operativo ma non lo è all’hardware utilizzato; poi dice che il malware verrebbe inviato o tramite un packet storming sul TCP/IP o tramite appositi programmi scritti in java o javascript (che penso abbia scelto perchè sono gli unici 2 linguaggi sufficientemente diffusi su tutte le piattaforme software, ed inoltre sono interpretati quindi non ci sono problemi di compilazione). Qui comincia a sorgermi qualche dubbio in più: lo stack TCP/IP non è collegato direttamente alla CPU, ma viene sempre filtrato dal sistema operativo (a meno che il bug non sia sul chipset della scheda di rete, ma qui si parla di bug delle CPU); per quanto riguarda java/js invece se è possibile eseguire una sequenza di istruzioni valida che provochi un errore nel processore e quindi un crash, è altresì possibile creare una patch ai compilatori java/js per impedirne l’esecuzione sul hardware buggato (e quindi va a decadere la condizione iniziale di “con qualsiasi patch software”).
Comunque questa scoperta (che sia o meno applicabile in casi reali) è sicuramente preoccupante e insegna che ancora una volta la sicurezza non è mai troppa. Vedremo a fine ottobre, dopo il meeting, se ci saranno sorprese o se il tutto è solo cercarsi un po’ di pubblicità.
Una piccola riflessione sull’informatica
Luglio 15, 2008Ultimamente si stanno leggendo sempre più critiche sulla sicurezza di Microsoft da parte dei sostenitori dell’opensource. Secondo me è giusto evidenziare i problemi (magari anche quelli di Linux quando ne escono) ma dobbiamo ricordarci che è anche grazie a Microsoft che l’informatica è uscita dalla nicchia delle sale server e delle aziende ed ha raggiunto il grosso della popolazione. Però una cosa è certa se è vero che Microsoft ha dato il PC al popolo (se così si può dire) ha anche creato una situazione di forte rischio, rendendo di fatto insicura la stessa infrastruttura di base. Attenzione non mi riferisco solo alle vulnerabilità più o meno grandi presenti nei pacchetti Microsoft (quelle le abbiamo anche noi volenti o nolenti) ma proprio ad un problema di base molto diffuso: tutti (o almeno la maggior parte) degli utilizzatori Windows solo perchè sanno aprire il pannello di controllo si sentono sistemisti navigati. Questo è un grosso pericolo un conto è usare un computer, magari installarsi una stampante o un programma, un altro è amministrarlo. Anni fa (e neanche poi troppi) in una azienda a nessun utente sarebbe venuto in mente di configurarsi o reinstallarsi un PC, ma nemmeno farsi da solo i salvataggi o installarsi una periferica (e non è che fosse molto più difficile di oggi) perchè esistevano figure preposte a farlo. Lo stesso valeva in casa: chi acquistava un PC lo acquistava configurato in un certo modo e così lo usava. Ora non voglio dire che sia necessario portare il PC di casa in un centro assistenza per isntallare un mouse o una stampante, ma certe funzioni che una volta erano demandate a persone competenti sono oggi gestibili da chiunque.
E purtroppo la stessa cosa sta accadendo anche con Linux: oggi installare un server FTP o Apache su Linux è un operazione banale, ma poi quanti sono in grado di gestirlo in modo corretto, verificando che le configurazioni non lascino aperti varchi di sicurezza o abbiano bug magari stranoti fra i sistemisti. E non parlo solo di installazioni domestiche ma anche piccole aziende o uffici che lasciano i loro server nelle mani dell’amico o del cugino che perchè sa far partire un liveCD di Ubuntu si sente un grande hacker. Secondo me si dovrebbero creare 2 versioni distinte delle varie distribuzioni: una orientata al desktop che punti tutto sulla semplicità d’uso e sulle funzionalità utili agli utenti, e una dedicata ai server ed ai servizi di rete incentrata sulla sicurezza e sulla versatilità, altrimenti rischiamo fra 3-4 anni di trovarci nella condizione di Windows per quanto riguarda la sicurezza, che ricordiamoci non è solo messa a rischio dai virus.
Troppi Linux? forse si forse no; e Windows invece?
Luglio 14, 2008Spesso la gente rimane spiazzata dal numero di distribuzioni GNU/Linux esistenti, ma alla fine bisogna pensare che non sono altro che carrozzerie diverse sullo stesso motore. Certo alcune sono più userfriendly (Ubuntu, Mandriva, OpenSuse, Sabayon, openmamba, Puppy, Mint, ecc..), altre più tecniche (Debian, Slackware, Gentoo), alcune più orientate al mondo business (RedHat, CentOs) altre molto specialistiche (sysrecuedCD, Dyne:bolic) ma alla fine sempre di un kernel Linux si tratta con attorno più o meno gli stessi programmi: a parte le superspecialistiche alla fine è possibile ottenere lo stesso risultato da qualsiasi distro uno abbia scelto.
E Windows? Di Windows solo considerando quelle in commercio esistono moltissime versioni e non sempre compatibili fra loro e comunque tutte con limitazioni che ne impediscono l’uso in uno piuttosto che un’altro ambiente: abbiamo Windows XP con 8 versioni diverse comprese quelle per tabletPC e sistemi embebbed, Windows Vista con 19 versioni comprese le starter pack e le embebbed, Windows server in 15 versioni e almeno 4 versioni di Windows per palmari/handheld: totale 46 versioni diverse, non compatibili fra di loro; provate infatti a far eseguire a Windows XP un programma scritto per le DX10 di Vista o a Windows Vista un programma scritto per Windows CE o ancora a collegare 20 PC con XP Home in rete e scambiare dati contemporaemante con più di 10 client. Insomma viene tanto criticato l’eccesso di offerta da parte di GNU/Linux ma non mi pare che dall’altra parte le cose siano tanto meglio, con la differenza che essendo Linux aperto e libero mi permette di usare a piacere i prodotti che preferisco sulla distro che voglio, mentre con Windows devo sottostare alle imposizioni (a volte commerciali a volte tecniche) legate alla versione che ho scelto di pagare.
Dopo le arance e le pesche ecco le albicocche
Luglio 8, 2008No il caldo non mi ha dato alla testa (forse) mi riferisco ai nomi in codice dei progetti della Blender Foundation: Orange e Peach sono i primi 2 film (Elephants Dreams e Big Buck Bunny) a cui si aggiunge Apricot.
Apricot non è un film ma un videogioco 3d basato sui personaggi di Big Buck Bunny. PEr il 15 Luglio è prevista la presentazione ufficiale del gioco che dagli screenshots e dei filmati presenti sul sito si presenta con le carte in regola per avere successo. Il gioco è previsto per tutte le piattaforme PC: Linux, Mac e Windows.
Qui potete trovare il sito con tutte le informazioni.
Test AMD FireGL V8600
Maggio 19, 2008Su Phoronix è apparso un test della AMD FireGL V8600 una scheda grafica di fascia medio-alta dedicata al mondo openGL, quindi agli utilizzatori di CAD e programmi di modellazione. Dal test è emerso come i driver per Linux riescano a spremere una maggior potenza dalla scheda nella maggioranza dei test e siano di poco inferiori in 2 casi.
Il test è stato compiuto con software altamente professionali come Catia, Maya, ProEngineer, UGS NX e 3DS Max; Windows è risultato più veloce unicamente negli ultimi 2 casi (e di solo 1 e 3 punti), mentre Linux ha nettamente staccato Windows in Maya e si comunque comportato meglio con Catia e ProEngineer.
Questo dimostra ancora una volta di più che Linux è pronto per il mercato, ma che necessita di una spinta per decollare nelle aziende.
La scalabilità e la portabilità di Linux
Maggio 14, 2008Il kernel Linux è con tutta probabilità il sistema più scalare è portabile che sia mai stato realizzato.
E’ disponibile per praticamente tutte le architetture di microprocessori esistenti, da quelli dedicati ai cellulari fino ai RISC dei grandi server (vedi link). E’ altamente scalare, riesce infatti a funzionare su mini unità come le console da gioco portatili o i cellulari fino ai supercluster con migliaia di macchine e memorie dell’ordine dei terabyte, con un trend in continua crescita: nei primi 500 supercalcolatori al mondo ben 426 usano Linux come kernel, mentre solo 4 anni prima erano 184. La portabilità del kernel permette inoltre, con poche modifiche, di far girare molti programmi su tutte le piattaforme. Solo Unix e BSD possono vantare una portabilità simile, mentre i più blasonati software proprietari come MAC OS e Windows sono limitati a molte meno piattaforme e comunque non consentono una scalabilità così marcata : la versione Enterprise di Windows 2008 server ad esempio è in grado di gestire fino ad un massimo di 2TB di RAM (cioè 2000 GB) e un massimo di 64 procesori; il kernel Linux supporta circa 16,8 exabyte di RAM (che sono 16.800.000 di terabyte; per interderci un sistema così potrebbe caricare in RAM tutta la conoscenza umana fino al 1999, compresa musica e film e avanzare ancora oltre 4 exabyte) e 255 processori (ma è possibile portare il supporto a 4096 con delle patch).
Sicuramente la forte scalabilità e l’essere già da anni pronto per le tecnologie future, sta facendo amare sempre più Linux nel mondo della ricerca e del supercalcolo, mentre aumentano giorno per giorno le periferiche che montano Linux (dai cellulari ai box multimediali senza dimenticarsi i mini-notebook). Non ci resta che sperare che questo aumento di interesse verso Linux nelle applicazioni embebbed e in quelle altamente specialistiche porti buoni frutti anche agli utenti desktop e aziendali.
Windows XP: abbassati i prezzi delle licenze…col trucco
Maggio 13, 2008Windows XP è ormai fuori produzione e da giugno non sarà possibile venderlo se non rare eccezioni. Ma Microsoft sta cercando di ritagliarsi una nicchia per spremere ancora un po’ di soldini dal vecchio sistema operativo: verrà posto in vendita a soli 32$ (26$ per i paesi in via di sviluppo) e sarà destinato all’installazione sui subnotebook tipo l’Asus EEEPc. In pratica Microsoft cerca di strappare a Linux share in un settore in cui sta emergendo senza particolari concorrenti. E fin qui ci può anche stare, nel senso che una ditta è libera di dare il suo software a chi vuole (e sottolineo VUOLE!!) al prezzo che preferisce (anche gratis – Linux docet); ma qui esce il trucco, la licenza infatti ha un sacco di restrizioni in più rispetto alla EULA standard di Microsoft: in pratica non sarà possibile installarlo su PC dotati di più di un Giga di RAM, schermo oltre 10,2″, processore con frequenzqe maggiori di 1GHz e disco più capiente di 80Gb. Ancora una volta Microsoft ci dimostra che chi la sceglie è libero di fare tutto ciò che vuole (lei).
Tra parentesi mi sembra un po’ stupido da parte loro porre limiti sulla velocità del processore e sulla RAM, sia perchè Linux eccelle proprio nell’ottimizzazione di questi fattori sia perchà stanno per uscire gli ATOM di Intel che avranno velocità fino a 1,8GHz destinati ai nuovi subnotebook.
Pubblicato da ercolinux
Pubblicato da ercolinux
Pubblicato da ercolinux 



