Pardus GNU/Linux

Da alcune settimane sto provando questa distribuzione di origine turca. Sicuramente si tratta di una distribuzione con delle ottime potenzialità, anche se ha ancora qualche ombra.

Innanzi tutto esiste in 2 versioni: una Live (non installabile) ed una installabile. L’avvio  per entrambe è molto rapido e appena avviata si hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari per navigare (compreso flash e i driver multimediali) e per le normali attività di ufficio e di svago. La configurazione iniziale avviene tramite Kaptan un tool sviluppato ad hoc che si limita a poche domande formulate in modo molto chiaro (dimenticavo è localizzata anche in italiano). I programmi sono pacchettizzati in formato pisi che è specifico per la distro, comunque i repository dispongono di un buon assortimento di programmi e il funzionamento del package manager è quasi una fusione tra  synaptic e apt-build (è possibile installare sia pacchetti precompilati che compilarli al volo direttamente dal repository online o da un file locale) . Per quanto riguarda il riconoscimento hardware si comporta molto bene (ho avuto qualche problema con la live e una ati integrata collegata ad un monitor lcd ma per il resto su 5 macchine tutto l’hardware è stato riconosciuto e configurato senza problemi).

La distro è stata interamente sviluppata da 0 da parte di un gruppo di programmatori finanziato da un ente turco e mira a diventare il sistema operativo ufficiale delle istituzioni turche.

Veniamo alle note negative:

  • nel sistema di gestione dei bug (chiamato uluzilla)i bug sono per la maggior parte descritti in turco
  • il sito viene aggiornato con una cadenza bassissima e solo per la parte turca (la parte in inglese è indietro di almeno 2 mesi per quanto riguarda l’aggiornamento)
  • Il kernel utilizzato è fermo al 2.6.22 e anche altro software è fermo a circa 5-6 mesi fa, stanno lavorando alla nuova versione che supporterà il kernel 2.6.24 (o forse il 2.6.25?!?) ma non ci sono previsioni al momento per il rilascio ufficiale.
  • Il processo di avvio del sistema  è completamente custom e con una documentazione molto scarna (perlomeno in inglese)
  • Esiste una versione “testing” non documentata sul sito, ma è decisamente troppo acerba per poter pensare di utilizzare tutti i giorni.
  • Pur accettando suggerimenti e contributi da parte degli utenti ha una gestione molto “chiusa” con relativamente poche persone che vi lavorano

In conclusione secondo me è una  distro con delle buone potenzialità che ha però bisogno di maturare ancora un po’; è molto semplice da usare per l’utente un po’ meno per chi deve configurarla (principalmente a causa della difficoltà di reperire documentazione in inglese o italiano).  Se riusciranno a gestire meglio la documentazione ed a migliorare le comunicazioni con gli utenti potrebbe essere una buona alternativa alle distro più blasonate.

qui il link al sito

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