Si parla di opensource alla Coop

Sul giornalino Consumatori riservato ai soci NovaCoop è apparso un bel articolo di 2 pagine dedicato intitolato “L’etica dei computer” a firma di Claudio Strano. L’articolo tratta in modo semplice ma sufficientemente approfondito le tematiche del software opensource e del free software esponendo in modo chiaro e imparziale i pregi ed i difetti dei sistemi basati su Linux. Certamente non è facile in 2 pagine sviscerare un argomento così vasto però l’articolo ha il grande pregio di portare a conoscenza della gente l’esistenza di Linux e del mondo del free ed opensource. Un applauso a Strano ed alla Coop. Speriamo che adesso riescano a spingersi ancora oltre imitando l’esempio di Walmart e vendendo PC con Linux preinstallato (a parte l’EEEPC).

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5 Responses to Si parla di opensource alla Coop

  1. Ragnarok ha detto:

    Ciao,
    ti segnalo che non è l’unica iniziativa promossa dalla Coop relativamente al mondo Linux.
    Nella mia zona (provincia di Grosseto) la Coop e Guru@Work (il lug di cui faccio parte) hanno firmato una convenzione con cui si stabilisce la creazione di corsi gratuiti di introduzione a GNU/Linux per i soci Coop. Il primo corso è iniziato ieri mattina e il tutto è stato sponsorizzato nei centri locali della Coop tramite volantini e sulla rivista riservata ai soci.

    Ciao!

  2. ercolinux ha detto:

    Questa è una bella iniziativa: d’altronde il software libero è molto vicino alla filosofia delle cooperative. Speriamo che spingano anche la vendita di qualche PC con Linux a bordo, sul modello della Walmart con il green PC

  3. […] trovato un post riportato da due aggregatori di feed su Linux, BongoLinux e Linux Feed, scritto da Ercolinux. Continuando a cercare info ho scoperto che il piccolo mensile è disponibile anche online, se […]

  4. Federico Moretti ha detto:

    Mi hai dato un motivo in meno per detestare la Coop… a parte questo, è sempre positivo quando una realtà privata s’avvicina a queste soluzioni: ancora, infatti, non capisco come sia possibile che non lo faccia il settore pubblico, in Italia. Almeno, non ad alti livelli… perché qualche “isola felice” c’è!

  5. ercolinux ha detto:

    Hai perfettamente ragione: addirittura in molte realtà pubbliche esiste un ostruzionismo verso l’open source che davvero non riesco a capire; non ci resta che partire dal basso e cercare di convincere piano piano aziende ed istituzioni della bontà del modello open source. Da parte
    mia sto organizzando un evento di 2 giorni dedicato all’opensource con una giornata rivolta alle PMI ed alle scuole: vedremo come va e se riusciremo a convincere qualche azienda o qualche docente a “convertirsi”.

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