Midori is back

31 luglio 2008

Per chi non lo sapesse Microsoft ha da almeno 5 anni  in cantiere un sistema operativo totalmente innovativo chiamato Midori. In questi giorni ho visto rimbalzare su diversi blog e portali la notizia come se fosse una novità dell’ultima ora mentre in realtà già all’epoca di Windows XP BigM pensava ad una svolta, vista la crescente complessità ed i molti problemi di sicurezza dei suoi S.O. Così ha messo un team al lavoro per sviluppare qualcosa di nuovo: dalla creatività dei ragazzi di Redmond è uscito appunto Midori, oggi già funzionante (almeno parzialmente) e chiamato anche Singularity. Al momento lo stato del prodotto è RDK cioè Research Development Kit quindi per ricerca.

Midori non è Windows (e questo è un bene per tutti), infatti sfrutta un kernel molto particolare (disponibile con una licenza parzialmente opensource presso sul sito codeplex), in quanto ogni singolo  processo gira in un ambiente isolato dagli altri per quanto riguarda le risorse garantendo quindi una sicurezza molto elevata. Il lato negativo (almeno per chi usa Windows) è che nessuno dei programmi scritti oggi per Windows può essere eseguito su questo tipo di Kernel (inclusi i driver e i programmi di sistema) salvo applicare qualche emulazione. Questo vuole dire che se Microsoft decidesse di far uscire Midori perderebbe la compatibilità con il 100% del software  e dell’hardware esistente venendosi a trovare nella stessa  situazione in cui era  Linux nei primi anni 90 e rischiando quindi di perdere molti clienti.

Visto però che il sistema è stato scritto in quello che si definisce managed code (cioè un codice che deve essere eseguito in un ambiente runtime tipo Java o .NET) questo lo rende di fatto idoneo ad essere eseguito in un ambiente di Cloud Computing, eliminando in questo modo molti dei problemi di driver e di software.

Il progetto è comunque molto interessante, anche se resta da vedere se, come e quando sarà reso disponibile al pubblico.

Per chi volesse approfondire la cosa qui c’è un link (in inglese) ad un documento ufficiale Microsoft del 2005.

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Nuovo laptop low cost con Linux a bordo

31 luglio 2008

La Carapelli Ltd, no non quella dell’olio ma una società Taiwanese specializzata nella distribuzione di prodotti informatici quali case e accessori per PC, ha messo in vendita su alibabà un mini laptop chiamato NPX-9000 dalle caratteristiche inferioni all’EEEPc  ma ad un prezzo all’apparenza molto invitante: 130USD.

Le caratteristiche del laptop sono:

400 MHz MIPS CPU (non meglio specificata)
schermo analogicho da 7″
128 MB SDRAM
1 GB Flash Memory
Tastiera da 80 tasti e Touch Pad
Sistema operativo Linux
Connectori: Slot per SD, porta VGA, 3 x  USB, Mini USB, Microfono e cuffie
Wifi 802.11g o Lan esterna tramite dongle USBe (opzionale)

La “fregatura” sta nel fatto che il lotto minimo di acquisto è di 100 pezzi e che il prezzo indicato è FOB (cioè Free on Board) mancano quindi le spese di trasporto navali, le pratiche doganali, i dazi, le tasse e le assicurazioni che possono incidere tranquillamente per qualche migliaio di dollari sul totale quindi avvicinando  il prezzo a quello di macchine ben più dotate.


Atheros rilascia i driver per Linux

28 luglio 2008

Dopo aver assunto ad aprile Rodrigez, atheros ha rilasciato il modulo per il kernel Linux dei chipset 800.11n. I driver supporteranno i seguenti chipset:

  • AR5418+AR5133
  • AR5416+AR5133
  • AR5416+AR2133
  • AR9160
  • AR9280
  • AR9281

La cosa buona è che non richiedono alcun firmware esterno e che sono stati rilasciati sotto licenza ISC.

Attendiamo fiduciosi le prossime mosse dei costruttori


Lindipendece days: atto finale

28 luglio 2008

Ieri si sono chiuse le manifiestazioni per il lindipendence day a Felton in California.

Per chi si fosse perso il post precedente, un gruppo di appassionati si è posto l’obiettivo di “convertire” Felton (un paese di circa 6000 abitanti) interamente a Linux in meno di un mese con una serie di incontri e installation party. Bene ieri sera si è chiuso il tutto.

Sul blog di Helios (uno degli organizzatori) è stato pubblicato un post con i dettagli e alcune riflessioni:

l’evento non ha avuto il successo sperato, ma tutto sommato non è stato neache male alcune centinaia di persone hanno voluto provare Linux e sono pronte a cercare di convincere amici e conoscenti a provarlo. Sono d’accordo con Helios quando diche che questa è la strada per diffondere Linux: è un software “virale” se qualcuno che lo usa e ne è soddisfatto lo presenta a persone che sono incuriosite, qualcuno sicuramente inizierà ad usarlo e così via diffondendosi a macchia d’olio.

L’evento ha riscosso un discreto successo anche al di fuori di Felton al punto che hanno ricevuto un dozzina di richieste per portare l’evento in giro per gli states ma non solo (anche da Vicenza e da Bamberg in Germania).

Le ombre ci sono state con la pubblicità e il supporto all’evento da parte delle testate giornalistiche e delle fondazioni open source: praticamente tutti quelli che sono stati contattati per pubblicare un articolo sull’evento o dare del supporto, non lo hanno fatto chi accampando scuse, chi semplicemente non rispondendo e chi arrivando addirittura a chiedere dei soldi.

E vi dirò non è che qui le cose vadano meglio: ho contattato associazioni di categoria, enti e P.A. per il Mappano Open Days, e non per chiedere soldi o sponsorizzazioni, ma solo pubblicità attraverso le loro newsletter, o il sito, o ancora la possibilità di inviare gli inviti ai loro soci attraverso un canale preferenziale o ancora di partecipare come spettatori all’evento, e nonostante abbia lasciato recapiti di tutti i tipi, ho sempre dovuto sollecitare io una risposta (anche varie volte) e spesso la risposta non è ancora arrivata; mentre le aziende che ho contattato si sono dimostrate tutte molto disponibili a fornire un supporto (sia materiale, che fornendo relatori per i talk).

Alla fine, per fortuna, Linux e il movimento open source sono basati sulla comunità (e qui ci faccio entrare anche le aziende che sviluppano secondo il modello open source), e qui la risposta è sempre pronta, in base alle possibilità di ognuno, ma sempre con impegno, mentre altri che si riempono la bocca (e le pagine internet) con il finto impegno verso l’open source poi quando vengono chiamati in causa si dimostrano quello che sono in realtà: associazioni o testate che vogliono cavalcare l’onda del successo dell’open source ma senza averne compreso o accettato in pieno lo spirito.


Open gamers tour a Torino: atto II

25 luglio 2008

I ragazzi della Torino Linux Task force continuano il loro tour per le birrerie di Torino con Linux e giochi open source. Questa voalta è il turno di TeeWorlds il 31/07 allo Shamrock Inn.

Per maggiori info andate sul sito http://torinolinuxtaskforce.wordpress.com/2008/07/21/open-gamers-tour-seconda-tappa-31-luglio/


Buoni e cattivi

25 luglio 2008

Giusto 2 storie che ho trovato su internet; cominciamo dai buoni:

BT (il colosso delle telecomunicazioni), oltre a essere già membro della Free software foundation, si è associato anche a fossbazaar una comunità di grandi aziende leader del mercato rivolta al software libero (ci troviamo nomi del calibro di Novell, Linux Foundation, HP, Google solo per citarne alcuni). Oltre a questo al termine dell’articolo si può leggere

In its statement, BT also said it was “committed to using free and open source software throughout its entire organization”.

Cioè: nelle sue intenzioni BT ha anche detto di essere “impegnata a usare software libero e opensource in tutta la sua struttura”.

L’articolo originale è su zdnetasia

I cattivi invece sono quelli di Foxconn: in pratica un utente dopo aver acquistato una loro scheda madre, ha scoperto che con Linux provocava dei freeze e strani errori del kernel. In puro stile Hacker, ha dissasemblato il bios della scheda madre, per scoprire che la tabella DSDT (in pratica è quella che da ai diversi sistemi operativi informazioni sull’hardware e sulla sua configurazione attraverso l’ACPI) era bacata per Linux. Contattata la Foxconn la risposta è stata “non ci interessa il problema noi non supportiamo Linux e siamo certificati solo Windows”.

Qui l’articolo orginale

Bene adesso so quale non sarà la mia prossima scheda madre.


EeeBox? No grazie

23 luglio 2008

Asus cavalcando il successo dei sui EeePC ha pensato bene di preparare un modello desktop chiamato Eeebox. Il pc presenta caratteristiche interessanti

CPU Atom 1.6GHz

RAM 1GB

HD 80GB

Wireless 802.11n

LAN 10/100/1000

Lettore multiformato di schede

Nota dolente? Viene fornito solo con Windows XP Home edition (anche se integra la tecnologia ExpressGate di Asus per fare il boot di un micro sistema Linux embebbed).

Il prodotto dovrebbe essere uscire ad agosto ad un prezzo di circa 250€.

Bene il prodotto sembra interessante: allora perchè ho detto no grazie?

Primo perchè non capisco perchè Asus non dia l’opzione di Linux come sistema operativo, e secondo perchè abbiamo una più che valida alternativa in casa nostra: la Acab ha prodotto Abaco un minipc con caratteristiche superiori per molti versi e ad una cifra paragonabile; e oltretutto è gia disponibile in vendita.

Il PC monta lo stesso processore e la stessa RAM del Asus (espandibile a 2Gb però), ma offre un disco da 250Gb, un masterizzatore di DVD, ha uno slot PCI per eventuali espansioni e costa 329€ incluso il modulo Wireless. Il sistema operativo scelto è Ubuntu 8.04. Anche le dimensioni (ovviamente più generose per poter alloggiare l’unità ottica) restano comunque comparabili 20x27x10 l’Abaco contro i 22,3×17,8×1,6 dell’ASUS.

Alla fine se dovessi prendere un PC con queste caratteristiche punterei sicuramente sull’Abaco per una questione di espandibilità e di sistema operativo utilizzato.