Ecco perchè il closed source non dovrebbe esistere nelle P.A.

L’altro giorno mentre cercavo su internet delle informazioni legate al ministero dell’istruzione mi sono casualmente imbattuto in un documento di cui vi riporto il primo paragrafo

Facendo seguito alla nota 2797 del 17 settembre u.s. con la quale venivano resi disponibili per le scuole circa 6.000 Personal Computer dismessi dal Ministero del Trasporti e dal Ministero delle Infrastrutture si porta a conoscenza che le Istituzioni Scolastiche che hanno acquisito le apparecchiature suddette potranno, dopo aver verificato alcuni requisiti delle stesse, provvedere, senza oneri, all’installazione:

  • del sistema operativo Windows;
  • del pacchetto Microsoft Office.

Fino qui tutto bene, ma poi il seguito ho dovuto rileggerlo 2 volte perchè non ci credevo.  I PC dismessi avevano già Windows e Office preinstallato, ma per poterli utilizzare le scuole devono verificare che i PC abbiano l’adesivo COA (quello con il numero di licenza per intenderci) e a quel punto possono installare o una copia in loro possesso di Windows o acquistarne almeno 1 per scuola al modico costo di 29€ +iva e di altri 29€+iva per Office). E qui esce il peggio: Office è concesso solo in licenza annuale a 3€ per PC all’anno dopo il primo, cioè circa 18.000€ all’anno pescati dalle nostre tasche per niente, visto che le licenze erano già state acquistate dal Ministero dei Trasporti smilies/angry.gif

E meno male che il documento esordiva con un bel senza oneri.

Tra l’altro sempre sul sito del ministero c’è una pagina dedicata agli accordi con Microsoft, che pensate un po’ nella sua magnanimità regala un kit Office+Windows per ogni PC donato alle scuole, beh insomma quasi:

Fresh Start per PC Donati – è il programma che consente alle scuole di ricevere per ogni PC donato Pentium II a cui manchi la documentazione originale una copia del software e la relativa licenza d’uso di Microsoft Windows 98 second editino e Microsoft Windows 2000 Professional.

Dal sito Microsoft

Quali sono i requisiti necessari per i computer e per gli istituti?

Possono accedere a questo programma istituti accademici accreditati 1) che si rivolgono a studenti della scuola primaria e secondaria e 2) che ricevono in dono personal computer. Sono inclusi istituti primari e secondari, distretti scolastici e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per valutare la propria idoneità è sufficiente visionare i requisiti richiesti per diventare un utente Microsoft Education. Di seguito i requisiti per poter aderire al Programma Fresh Start

I personal computer devono essere stati ricevuti in dono.
I personal computer devono essere già stati usati in precedenza.
Nei personal computer deve essere stato installato in precedenza un sistema operativo Windows originale.
Possono essere inclusi in questo programma solo i personal computer con Intel Pentium II (o equivalente) e processori precedenti.
I personal computer concessi in licenza con questo programma sono di proprietà della scuola e non è possibile trasferire tale contratto a studenti o altre organizzazioni esterne
Computer PIII donati con un Certificato di Autenticità (COA, Certificate of Authenticity)

Nota: Non possono aderire al programma Fresh Start per PC Donati

I personal computer ricevuti in donazione con processore Intel Pentium III (o equivalente)

e processori più recenti con applicato un Certificato di Autenticità di Windows (etichetta applicata al PC) nonché dotati di un qualsiasi documento comprovante la donazione. In questo caso i PC sono già corredati di documentazione sufficiente per costituire una licenza valida per un sistema operativo Windows e di conseguenza non devono essere segnalati con il programma Fresh Start per PC donati.

È possibile utilizzare i supporti esistenti di cui si dispone, tra cui i supporti inclusi nei contratti di licenza Microsoft Volume Licensing, per reinstallare il sistema operativo Windows.

Diciamo che sono senza parole

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2 Responses to Ecco perchè il closed source non dovrebbe esistere nelle P.A.

  1. Andrea ha detto:

    Complimenti, bell’articolo!

    Purtroppo la cosa non mi stupisce. Non c’è nessun interesse della comunità politica verso un utilizzo intelligente e consapevole delle risorse pubbliche. E’ più semplice chiudere gli occhi e far finta di niente. Vai a spiegargli l’enorme possibilità di risparmio nell’utilizzo di strumenti opensource, ma ancor peggio degli enormi vantaggi di diffondere la cultura dei progetti collaboratiivi opensource.

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (era cosi il provverbio?)
    Proviamo a gesti 🙂

    Chi vivrà vedrà

  2. ercolinux ha detto:

    Mah l’unica cosa che mi consola e che sembra che le cose stiano cominciando a cambiare: ci sono organizzazioni come Ubuntu iacta Est e insegnanti che con l’impegno personale e la testardaggine riescono a fare breccia nel sistema e a portare l’open source nelle scuole; ti dirò, sto cercando relatori per il Mappano open Days di settembre e devo dire che sono rimasto colpito dal numero di docenti che già usano l’open source.
    Il problema è che invece di essere proposto dal ministero (come dovrebbe) è sempre solo frutto di iniziative personali di uno o due docenti.

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