Lindipendece days: atto finale

Ieri si sono chiuse le manifiestazioni per il lindipendence day a Felton in California.

Per chi si fosse perso il post precedente, un gruppo di appassionati si è posto l’obiettivo di “convertire” Felton (un paese di circa 6000 abitanti) interamente a Linux in meno di un mese con una serie di incontri e installation party. Bene ieri sera si è chiuso il tutto.

Sul blog di Helios (uno degli organizzatori) è stato pubblicato un post con i dettagli e alcune riflessioni:

l’evento non ha avuto il successo sperato, ma tutto sommato non è stato neache male alcune centinaia di persone hanno voluto provare Linux e sono pronte a cercare di convincere amici e conoscenti a provarlo. Sono d’accordo con Helios quando diche che questa è la strada per diffondere Linux: è un software “virale” se qualcuno che lo usa e ne è soddisfatto lo presenta a persone che sono incuriosite, qualcuno sicuramente inizierà ad usarlo e così via diffondendosi a macchia d’olio.

L’evento ha riscosso un discreto successo anche al di fuori di Felton al punto che hanno ricevuto un dozzina di richieste per portare l’evento in giro per gli states ma non solo (anche da Vicenza e da Bamberg in Germania).

Le ombre ci sono state con la pubblicità e il supporto all’evento da parte delle testate giornalistiche e delle fondazioni open source: praticamente tutti quelli che sono stati contattati per pubblicare un articolo sull’evento o dare del supporto, non lo hanno fatto chi accampando scuse, chi semplicemente non rispondendo e chi arrivando addirittura a chiedere dei soldi.

E vi dirò non è che qui le cose vadano meglio: ho contattato associazioni di categoria, enti e P.A. per il Mappano Open Days, e non per chiedere soldi o sponsorizzazioni, ma solo pubblicità attraverso le loro newsletter, o il sito, o ancora la possibilità di inviare gli inviti ai loro soci attraverso un canale preferenziale o ancora di partecipare come spettatori all’evento, e nonostante abbia lasciato recapiti di tutti i tipi, ho sempre dovuto sollecitare io una risposta (anche varie volte) e spesso la risposta non è ancora arrivata; mentre le aziende che ho contattato si sono dimostrate tutte molto disponibili a fornire un supporto (sia materiale, che fornendo relatori per i talk).

Alla fine, per fortuna, Linux e il movimento open source sono basati sulla comunità (e qui ci faccio entrare anche le aziende che sviluppano secondo il modello open source), e qui la risposta è sempre pronta, in base alle possibilità di ognuno, ma sempre con impegno, mentre altri che si riempono la bocca (e le pagine internet) con il finto impegno verso l’open source poi quando vengono chiamati in causa si dimostrano quello che sono in realtà: associazioni o testate che vogliono cavalcare l’onda del successo dell’open source ma senza averne compreso o accettato in pieno lo spirito.

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