A Torino verranno dati netbook agli studenti

Dopo un po’ di assenza dovuta a vari impegni rieccomi a commentare una notizia apparsa su PI: in pratica si vuole sperimentare l’adozione di netbook in dotazione ai ragazzi di 2 scuole elementari di Torino e provincia da affiancare ai tradizionali metodi di studio. Il netbook è stato scelto in modo che sia facilmente trasportabile, visto che i ragazzi potranno portarlo a casa finite le lezioni. Fra i molti modelli disponibili si è optato per 55 esemplari di  JumPC che saranno ceduti in comodato gratuito alle scuole da Olidata. Sulla macchina saranno installati parecchi programmi didatti opensource e freeware, e fin qui tutto bene, inoltre la macchina potrà andare su internet ma sarà filtrata in modo da permettere l’accesso ad una lista di 700 siti selezionati con la possibilità di sblocco attraverso una password da parte dei genitori  o degli insegnanti. Come chi mi segue ormai saprà a questo punto arriva il lato negativo: già perchè un’altro sponsor è niente meno che BigM, la quale ha dotato i netbook del caro vecchio Windows XP. Ciliegina sulla torta il tutto è gestito attraverso un programma che si chiama Magic Desktop che funge da interfaccia fra il sistema operativo è il ragazzo.

Esistono alternative molto valide per la didattica in campo opensource partendo da Gcompris per arrivare a Squeak quindi perchè utilizzare un prodotto commerciale per fare da mera interfaccia verso programmi opensource?

Far impratichire i nostri ragazzi con i computer è una ottima cosa, io stesso lascio usare a mia figlia di 4 anni il computer di casa con GCompris, e l’idea di dare un netbook in dotazione è lodevole, non tutti infatti possono permettersi l’acquisto di un PC e non sarebbe giusto discriminare chi non ne ha la possibilità; però viste le finalità dell’esperimento se si fosse optato per una distribuzione Linux live con integrati gli strumenti necessari (tipo Edubuntu 101%), si potevano fornire PC fissi nelle scuole (spesso già presenti nei laboratori) e aiutare le famiglie che non possedessero già un computer fornendogliene uno o provvedendo con riduzioni sul costo di acquisto: con l’equivalente dei 55 netbook acquistati (300 euro cad.) si possono acquistare almeno 70-80 PC con prestazioni e dotazioni software superiori: quindi sarebbe possibile allestire almeno 2 aule didattiche nuove  avanzando ancora 20 PC da dare alle famiglie. I netbook, per quanto validi, hanno oggettivi problemi di usabilità, innanzi tutto la tastiera molto piccola, poi lo schermo a bassa risoluzione e di soli 7″ di diagonale, la posizione relativa monitor-tastiera poco ergonomica, la durata delle batterie e le possibilità di smarrire o danneggiare il PC durante il tragitto scuola-casa.

Anche l’idea di usare un programma come Desktop Magic è secondo me discutibile: in 5 elementare i ragazzi hanno tranquillamente la capacità di usare un PC normale, ma qui il problema è che scegliendo Windows come sistema operativo diventava probabilmente troppo difficile costruire una situazione “blindata” per i ragazzi. La soluzione di utilizzare un LiveCD di Linux invece avrebbe escluso molti problemi di sicurezza e avrebbe permesso, a parità di investimento, la fruizione di un servizio migliore ad un numero maggiore di persone. Inoltre il voler sempre semplificare e “proteggere” i ragazzi costruendogli attorno reti e barriere di protezione li rende solo incapaci di affrontare quella che sarà poi la vita reale.

Comunque, come diceva qualcuno: piuttosto che niente meglio piuttosto…

Annunci

10 Responses to A Torino verranno dati netbook agli studenti

  1. jollyr0ger ha detto:

    sempre il solito problema, dai che però prima o poi ce la faremo a dare una sistema aperto a tutti.

    E comunque hai ragione: piuttosto che niente, meglio piuttosto…

  2. Paola Limone ha detto:

    Sono una delle insegnanti promotrici del progetto e la mia classe partecipa alla sperimentazione.
    La scelta di usare il magicdesktop nasce dal fatto che nella sperimentazione i bambini useranno i computer a casa e a scuola, e si vuole evitare che, soprattutto a casa, i bambini possano navigare in siti non adatti alla loro età.
    Inoltre, non essendo i computer protetti da antivirus, il magicdesktop offre una buona protezione.
    In classe l’insegnante può decidere quando e se sbloccare il magicdesktop per far lavorare i bambini su interfaccia xp,
    Tutte le cartelle sono peraltro raggiungibili dai singoli programmi installati.
    Quello che però rende la sperimentazione interessante è il progetto didattico alla base, la scelta di indagare, in certi contesti didattici, i miglioramenti attribuibili all’uso di uno strumento quale il computer. Le due ore di laboratorio settimanali (quando possibili) non hanno mai permesso di effettuare studi di questo tipo. Si fa un gran parlare di informatica a scuola, di enormi investimenti a pioggia, ma nessuno sa dire se tali investimenti hanno una ragione d’essere.

    Qui potrete trovare notizie sul progetto, il programma di una classe e le schede dei programmi caricati (con alcuni interessanti esempi di applicazioni nella didattica già presenti in rete).
    http://share.dschola.it/olpc/jumpc.aspx

    Con i bambini si discute di software libero e proprietario, di diritto alla privacy, di navigazione consapevole, così come di tanti altri argomenti.

    La battaglia tra software libero e proprietario è interessante ma a volte sterile. Non vi sono stati per il momento grandi progetti dedicati all’infanzia nel campo dell’opensource (anche se sono stati scelti ed installati sui jumpc alcuni utilissimi software opensource).

    Un appello a tutti i sostenitori del software libero: inventate voi un computer per bambini (Negroponte ci ha provato, l’anno scorso la mia classe ha utilizzato XO ed ha prodotto una interessante critica infantile (http://share.dschola.it/olpc/Shared%20Documents/OLPC-critica%20infantile.pdf) ma il progetto sta fallendo ed è un vero peccato.

  3. ercolinux ha detto:

    Grazie del commento, innanzi tutto volevo sottolineare che la mia non è una critica diretta al progetto anzi è apprezzabile la volontà di voler sperimentare nuove strade per la didattica, e sicuramente non voglio fare una guerra di religione fra Linux e Windows: gli estremi sono (quasi) sempre sbagliati. Cercherò di spiegare meglio perchè la scelta di Windows non è felice secondo me in questo caso.
    Come ha giustamente detto lei MagicDesktop si rende necessario per proteggere i ragazzi da siti non idonei alla loro età e da eventuali problemi di virus; con Linux il problema si risolve facilmente e senza bisogno di “mascherature”: la navigazione filtrata è possibile sia programmando il DNS in modo da puntare solo ai siti consentiti, ma ancora più facilmente installando programmi come squidguard o dansguardian che impediscono la navigazione verso siti inseriti in blacklist o contenenti parole/contenuti vietati, oppure sono configurabili per consentire la navigazione solo verso siti inseriti in whitelist (con la possibilità di sblocco attraverso una password). Per quanto riguarda i virus Linux ne è immune per costruzione, inoltre la gestione dei priviligi degli utenti è possibile a livello molto più granulare, rendendo le macchine virutualmente incorruttibili da parte dei ragazzi. I progetti software per l’infanzia e l’educazione esistono con programmi adatti a vari livelli di età e sono molto apprezzati in ambito scolastico all’estero ma poco conosciuti in Italia: GCompris è un tool multidisciplinare per bambini da 4 a 10 anni utilizzato prevalentemente in Francia ma disponibile in oltre 20 lingue fra cui l’italiano, Squeak è un linguaggio di programmazione ad oggetti visuale adatto anche a ragazzi sotto i 10 anni utilizzato in moltissime scuole di tutto il mondo, LittleWizard è un’altro ambiente per l’esplorazione della programmazione da parte dei bambini, poi esistono programmi per lo studio della chimica, della fisica, della matematica, dell’astronomia, delle lingue straniere, tool come Italc che permettono di creare aule didattiche con “lavagne virtuali” utilizzando PC anche obsoleti, esiste anche un progetto italiano chiamato edubuntu101% dell’associazione Ubuntu Iacta Est, un dvd live pensato per la didattica (http://www.uielinux.org) con decine di programmi pronti per essere usati, Anche il discorso dei PC opensource per la didattica è portato avanti: in italia esiste ad esempio Abaco (http://www.spazionminimo.it) un minidesktop a basso consumo pensato per gli uffici ma anche per la didattica, non per niente uno dei suoi ideatori è docente di Didattica presso l’università di Bolzano e una delle società coinvolte nel progetto si occupa proprio di informatica per la didattica. Per quanto riguarda i netbook invece la maggiorparte viene già distribuita con Linux a bordo. Nelle scuole della provincia di Bolzano vengono utilizzati solo PC con software opensource ad esempio.
    Per quanto riguarda il progetto XO, purtroppo sta fallendo anche per una gestione non proprio ottimale dello stesso: i tempi di sviluppo si sono protratti in modo esagerato, cercando di introdurre funzioni alquanto inutili (tipo la manovella per caricarlo dove non c’è corrente disponibile) e alla fine è nato già vecchio e con un costo molto alto in proporzione alle caratteristiche; basti pensare che il progetto XO è nato principalmente per l’Africa e mentre si aspettava che fosse finito l’associazione SecondoProtocollo è riuscita ad inviare in meno di 2 anni oltre 1000 PC con Ubuntu a bordo in SudSudan e altri stati del centro Africa recuperandoli a costo 0 da aziende e privati che li hanno dismessi.
    Alla fine gli strumenti opensource per fare didattica ci sarebbero, il problema è quello di aver voglia di sperimentare nuove strade magari faticando un po’ di più all’inizio ma trovandosi poi molto meglio dopo,
    Comunque le auguro un in bocca al lupo per il progetto e mi tenga informato su come vanno le cose.

  4. Paola Limone ha detto:

    Grazie a lei per le informazioni. Molti dei software da lei elencati sono conosciuti ed apprezzati nelle scuole. Per motivo di sovraccaricamento e per scelte di tipo puramente didattico sono stati scelti solo i programmi che ho potuto vedere nelle schede indicate.
    Abbiamo messo a disposizione della navigazione l’intero portale “Bambini siete pronti a navigare?”. uno dei più importanti portali per bambini (primo ad essere indicizzato da google, con circa 20.000 pagine viste al mese. I bambini hanno quindi a disposizione migliaia di giochi e tools didattici già suddivisi per aree di interesse. Anche il motore di ricerca caricato, Ricerchemaestre, creato con google co op, è frutto del lavoro mio e di alcuni colleghi italiani.

    Visiterò con interesse lo spazio http://www.spazionminimo.it) di cui non avevo ancora sentito parlare. Conosco bene la situazione di Trento e Bolzano, ma le faccio presente che l’anno scorso 8o insegnanti sono venuti, al termine di un corso di aggiornamento, fino a Torino in pullman per visitare la mia scuola e conoscere le nostre “best practiques”, perchè a volte chi ha troppi strumenti non ha progetti e competenze adeguati alle spalle.

    Le scuole di Trento e Bolzano hanno a disposizione tecnici per l’assistenza dei loro computer, da noi questo è molto raro, e difficilmente noi docenti abbiamo il tempo e la capacità di organizzare laboratori in Linux.
    Quello che più deve interessare ad un insegnante ( a mneo che non sia un docente di informatica) sono i contenuti didattici, e per quelli basta una buona programmazione, e poi qualsiasi strumento funziona.
    La terrò informata, e lei ci segua su blog.

  5. ercolinux ha detto:

    Molto bello il portale: non lo conoscevo.
    Invece non posso che essere d’accordo con lei per quanto riguarda il discordo della didattica: il computer è uno mezzo per la didattica al pari di un libro o di una penna e non deve essere un fine. Per quanto riguarda i tecnici questi volendo ci sono: esistono oltre ai “normali” tecnici a pagamento, anche associazioni come i LUG (Linux User Group) che spesso si prestano per interventi gratuiti presso le scuole e che sono formati da appassionati ma anche da esperti che utilizzano l’open source per lavoro (L’ITIS Peano ad esempio è migrato a Linux grazie anche all’affiancamento da parte del LUG di Torino). E al seguito del Mappano Open Days si stava pensando di organizzare una “Task Force” con lo scopo di andare nelle scuole di Torino e dintorni per presentare il software libero agli insegnanti ed agli allievi ed eventualmente aiutarli nella scelta degli strumenti migliori,
    Comunque vi seguirò sicuramente (anche perchè avendo una figlia in età prescolare sono molto interessato all’evoluzione della didattica).
    A presto

  6. Dario Zucchini ha detto:

    Sono un collega di Paola, che ha lavorato alla preparazione dei computer, intanto preciso che nessuno ha speso un euro per i computer, quindi con gli stessi soldi (zero) non era possibile acquistare nessun altro rottame di PC (i pc super economici per le scuole non sono adeguati e non dovrebbero essere nè acquistati nè ricevuti in dono fanno solo perdere tempo a docenti e studenti).
    E poi dico a ecolinux,senza mezzi termini come è nel mio stile, che i suoi consigli sulla protezione a base di DNS squidguard e dansguardian rivelano solo una cosa: che non ha capito niente del progetto!! Stiamo parlando di PC che viaggiano nello zainetto da casa a scuola e che, a casa o altrove, si collegano in wireless a reti eterogenee non controllabili con nessun squid/dns.
    Purtroppo gli appassionati di open-source spesso sono sistemisti incalliti che non riescono ad adattarsi alla complessità delle reti e delle infrastrutture che realmente esistono. Le loro reti sono perfette, piene di server linux, ma un pc in una rete diversa non riescono neanche a pensarlo. Magic Desktop è stato un modo veloce e gratuito per avere un ottimo livello di protezione e una gestione adeguata della nostra whitelist (molto meglio che con firefox o ie).

    Pensa che abbiamo perfino rifiutato una rete didattica simile a iTalc che ci è stata vivamente consigliata.
    Abbiamo rifiutato il clone di iTalc perchè la rete didattica dove il docente addestra le scimmie non è il nostro modello di scuola, e anche perchè la rete didattica parte dal modello del laboratorio informatico… modello che intendiamo superare: il PC non è della scuola ma del ragazzo, non esiste il laboratorio, non esiste la manutenzione, il PC è come un quaderno e sta dalla parte del ragazzo e non del sistemista incallito 😉

    La missione impossibile era più facile da realizzare con Linux? Sicuramente, ma le sfide facili non mi interessano 😉

    Ciao,
    a presto,
    Dario

  7. ercolinux ha detto:

    Il problema non è solo economico: e comunque l’azienda che ha donato i PC soldi ne ha spesi e siccome non credo nella benificenza delle aziende sperano certamente in un ritorno economico (speriamo non a carico di noi contribuenti). I PC supereconomici di cui parlo io hanno potenze almeno di 2-3 volte superiori al rosicato Celeron 900 presente nel JumPC quindi il problema è casomai il contrario.
    Linux configurato con l’accesso a internet attraverso DNS schermati o con Dansguardian impedisce l’accesso a siti indipendentemente dalla configurazione di rete a cui ci si connette, quindi è evidente la mancanza di conoscenza del prodotto da parte tua 😉 : i server risiedono sul PC stesso e non sono su macchine staccate (che poi è più o meno quello che fa DesktopMagic, ma con molta meno efficienza, visto che è comunque possibile aggirarlo).
    Posso garantiti che ho usato Linux in reti quanto meno eterogenee e molto lontane dalla perfezione; la sua sicurezza è e resta legata ad una reale efficienza nella gestione dei permessi utente non delle infrastrutture sottostanti: Linux è nato per essere usato in rete, per coesistere con sistemi diversi ed è un sistema operativo basato sul concetto del multiuser e multitask derivando da un sistema come Unix che già negli anni 60-70 aveva queste carattestiche, a differenza di Windows che si adatta questa condizione, nascendo come una derivazione del DOS che era un sistema monoutente e monotask (forse non lo sa ma Windows è diventato realmente multitask solo con Vista e anche qui con delle forti limitazioni).
    ItAlc non è (solo) un sistema per addestrare le scimmie: essendo un sistema tipo VNC permette di eseguire in modo semplice task complessi in remoto e inviare l’output sullo schermo dell’utente (hai mai visto un CAD di ultima generazione girare su un pentium 100 con 64 MB di RAM? prova ItalC e lo potrai fare visto che basta 1 PC potente e gli altri si collegheranno a lui come terminali a cui far eseguire i compiti richiesti). La potenza didattica di ItalC è anche nella capacità di “iniettare” quello che sta facendo il professore sullo schermo degli allievi: immagina di scrivere o disegnare sul tuo PC e di permettere a tutti di vederlo sul proprio schermo (magari anche da casa perchè ammalati). Poi sono io il primo che penso che gli studenti vadano trattati in modo adeguato alla loro età e non come scimmie da ammaestrare,
    Per quanto riguarda il modello del laboratorio, potrà anche essere superato ma il fatto di avere il PC dal lato del ragazzo non esclude la manutenzione del PC, anzi la esaspera: se il PC è di proprietà della scuola la manutenzione sarà sempre a carico della stessa, mentre se è di proprietà del ragazzo (a parte la possibilità economica di acquisto da parte delle famiglie) non sarà bloccabile e si rischierà di avere virus e bot vari in giro per la rete scolastica. Anche perchè la protezione che si riesce ad avere su un sistema con Windows a bordo è talmente bassa che un fratello maggiore o un amico che frequenti le superiori potrà bypassarla in pochi minuti. Inoltre il fatto di non avere un antivirus o un firewall sulla macchina espone la stessa a rischi svincolati dai siti su cui si naviga: esistono vulnerabilità del software (in particolare di quello più vecchio) che possono essere sfruttate da remoto per impossessarsi del controllo della macchina, che su Linux sono (grazie al suo metodo di controllo delle esecuzioni) difficilmente dannosi, mentre su Windows portano ad effetti devastanti: lo sapevi che circa un terzo delle macchine Windows collegate ad Internet sono infette da bot in Italia? Per testarlo basta farsi un giro qui: https://www.grc.com/x/ne.dll?bh0bkyd2 e provare a testare una macchina collegata ad internet attraverso un modem. Su una macchina Linux tipo tutti i servizi sono stealth e su Windows? E la gestione degli aggiornamenti di sicurezza? Come pensate di gestire la cosa, una volta la settimana vi fate lasciare le macchine e aggiornate *tutti* i programmi installati? Su Linux ad intervalli predefiniti quando la macchina si collega ad internet vengono scaricati gli aggiornamenti di tutto il software a bordo, con Windows l’operazione è da compiere manualmente: prima il sistema operativo, poi office, poi acrobat, poi i singoli programmi installati, e se ne dimentico uno ecco una poteziale falla di sicurezza aperta…
    Linux è libertà, ma anche sicurezza e questo, in particolare con i più piccoli non è da sottovalutare.
    Visto che le sfide facili non ti interessano perchè non provare a cambiare le cose ;-). Stiamo vivendo una delle più grandi rivoluzioni legate alla conoscenza dai tempi di Gutenberg: così come la stampa a caratteri mobili ha permesso di abbatteri i costi di produzione dei libri e di aumentare le tirature rendendo di fatto disponibile la conoscenza alle masse, oggi ci troviamo difronte a un cambiamento radicale del modo di diffondere la conoscenza: non più “imposizioni” culturali provenienti dall’alto, ma la conoscenza diffusa in modo capillare dal basso attraverso Internet e i suoi strumenti, attraverso la condivisione del sapere, delle informazioni e anche dei programmi. L’open source e il software libero sono proprio questo: diffondere e condividere il proprio sapere con gli altri affinche tutti ne possano beneficiare e tutti possano contribuire a renderlo più completo; è la prima volta che nella storia dell’umanità ci si trova di fronte ad un movimento trasversale alle idee politche, religiose, alle razze, ai territori, con uno scopo comune volto a migliorare la condizione di tutti!
    Vi seguirò con attenzione sul blog, e a prescindere dai metodi/strumenti scelti, spero che molte altre scuole possano seguire il vostro esempio.
    A presto
    Ercole

  8. Marco ha detto:

    Ma perché si discute di tecnologie quando il problema è la valenza didattica dell’uso costante e quotidiano del pc? Si tratta di un dibattito parassitario e inutile, che finisce sempre in sterili polemiche.

  9. ercolinux ha detto:

    Perchè, almeno per quanto mi riguarda, ritengo l’uso quotidiano (o quasi) del PC utilie: il “problema”, se così si può definire, è appunto sul metodo da applicare per l’uso.
    Non dimentichiamoci che ogni cambiamento (in particolare quelli grandi) sono sempre stati visti con diffidenza dai più: in altri ambiti ma poco più di 100 anni fa si pensava che fosse impossibile volare per l’uomo con un aereo, 70 anni fa pensare di guidare una macchina che superasse i 20Km all’ora si riteneva potesse uccidere il pilota, 50 anni fa si moriva di malattie oggi curabili con una puntura perchè qualcuno ha avuto il coraggio di tentare strade nuove, 40 anni fa pensare di trapiantare un cuore era considerato impossibile , 25 anni fa se vi avessere detto che avreste potuto telefonare per strada o in auto con un apparecchio cordless gli avreste probabilmente riso dietro e l’elenco potrebbe continuare all’infinito: la nostra civiltà è sempre più tecnocentrica, che piaccia o meno, quindi non è corretto formare i nostri ragazzi senza tenerne conto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: