Dare e avere: i conti tornano sempre?

Oggi vi voglio proporre un piccola riflessione-sfogo sul mondo dell’opensource visto dal di dentro.

Iniziamo dal principio: io collaboro allo sviluppo di una distribuzione GNU/Linux chiamata openmamba. Questa distribuzione è stata sviluppata interamente da zero, inizialmente come distribuzione gratuita per poi diventare commerciale, da parte di una società torinese (all’epoca la distribuzione si chiamava qilinux). Nel 2006 il responsabile dello sviluppo ha deciso di andarsene dalla società ne ha poi fondata una sua. In questo spostamento qilinux, che nel frattempo era stata abbandonata, è stata trasformata in openmamba e rilasciata nuovamente in forma gratuita. Da allora lo sviluppo viene portato avanti, in forma gratuita, principalmente da lui e da pochi altri sviluppatori. Si è comunque andati avanti con buoni risultati ottenendo una distribuzione facile da usare, veloce e molto aggiornata, grazie anche ad un meccanismo interno di sviluppo che consente l’aggiornamento semi-automatico dei pacchetti quando esce una nuova release di un programma. openmamba ha una base di utenti registrati di qualche centinaio di persone, quindi un risultato discreto per una distro praticamente non publicizzata da nessuna parte. Inoltre il sito offre un wiki, un forum, delle mailing list orientate agli sviluppatori e agli utenti, e il tutto bilingue italiano-inglese.

Sviluppare una distribuzione e mantenere un server per la gestione del sito e dei repository ha ovviamente dei costi, sia in tempo che in denaro. L’idea sarebbe quella di finanziare questi costi in parte attraverso la società del creatore di openmamba (che per inciso sviluppa software opensource, vende PC e accessori e offre servizi di consulenza per la realizzazione di server e siti) che attraverso la comunità (con donazioni, acquisto di servizi di assistenza – che partono da 29€ per 2 mesi di assistenza personalizzata via web o di supporti premasterizzati o chiavette usb di boot).

La situazione che si è venuta a creare invece è molto diversa: lo scorso anno le donazioni sono arrivate alla cifra entusiasmante di 5€ (non ho dimenticato degli 0 in giro per il post, sono proprio solo cinque!), molta gente dopo aver visto sul sito di ecommerce collegato alla distribuzione dei computer li va poi ad acquistare in grandi centri commerciali (per risparmiare magari 10-20€ sull’acquisto) salvo poi chiedere continuamente consigli agli sviluppatori attraverso i forum, oppure  invece di comprare una chiavetta USB da 4 GB con openmamba preinstallato a 15 euro nuovamente la comprano al supermercato pagandola magari 3-4 euro in meno, salvo poi chiedere se possono venire di persona per farsi installare gratis openmamba: bisogna dire che a differenza di quelle di ubuntu e simili la  procedura di installazione sulle chiavette è un po’ più complessa (ma comunque spiegata in modo dettagliato e chiaro sul sito dove è possibile effettuare il download), ma una volta installata permette l’aggiornamento da una versione alla sucessiva sostituendo semplicemente il file iso della distribuzione, inoltre tutti i  file modificati dall’utente vengono messi in una directory dedicata permettendo di ritornare alla distribuzione pulita semplicemente cancellando questa directory.

Ho portato un esempio parlando di openmamba perchè è la situazione che vivo direttamente, ma da testimonianze di amici che collaborano ad altri progetti l’idea è che la cosa sia molto generalizzata (almeno in Italia): l’open source e il FLOSS sono una grande opportunità di crescita per tutti (per parafrasare una nota publicità immaginate che mondo sarebbe senza open source!),e anche se  vero che lo sviluppo viene fatto in modo distribuito e aperto e questo permette senza dubbio di abbattere i costi (un post che leggevo l’altro giorno dice che analizzando il kernel Linux hanno calcolato che lo sviluppo sia costato circa 1 miliardo di euro: sono briciole in confronto alle decine di miliardi che è costato lo sviluppo ad esempio del kernel di Windows fino ad oggi) ma questi costi ci sono. Non si può pensare che solo le grandi aziende riescano a portare avanti lo sviluppo, altrimenti il pericolo è quello di arrivare ad una situazione in cui nuovamente solo 4-5 aziende controllino il 100% del software vanificando gli sforzi compiuti in questi anni per avere un mondo più libero. Le piccole realtà devono sopravvivere e per farlo hanno bisogno dell’aiuto di tutti: aiuto che può essere sia materiale, donando soldi, o hardware o spazio web, o banda internet, che intellettuale aiutando lo sviluppo, segnalando bug o imperfezioni dei programmi, traducendo in altre lingue le interfacce dei programmi o dei siti: ogni singolo aiuto può contribuire ad un progetto di evolversi e diventare migliore. Quindi se usate un programma open source o una distribuzione (e mi pare praticamente impossibile che non lo facciate al giorno d’oggi) collaborate con gli sviluppatori, chiedete cosa gli serve o se l’hanno già segnalato cercate nel limite del possibile di intervenire. Se come molta gente utilizzate molti strumenti open, prediligete le donazioni alle piccole realtà che sono quelle che hanno maggior difficoltà a reperire fondi/sviluppatori: probabilmente saranno loro stessi a portare un contributo verso i progetti maggiori. E non preoccupatevi se sembra poco quello che potete fare/donare: il mare è fatto di gocce…

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3 Responses to Dare e avere: i conti tornano sempre?

  1. Gianluigi Caputo ha detto:

    Ciao, devo dire che sono lontano dalla situazione che vivi perchè sono un semplice user di Ubuntu ma le cose che racconti, l’impegno, lo sforzo di mantenere una cosa gratuita mi hanno colpito. la vostra professionalità e il sostegno che gli utenti nei modi che hai raccontato tu chiedono deve essere ricompensata ma credo ci voglia proprio un cambio generazionale.
    Continuate a spingere ciò in cui credete sarà forse difficile ma persone come voi fanno la tanto sbandieratà comunità.
    Non conoscevo Openmamba ma prendero informazioni e magari la proverò virtualizzata ho sempre sete di novità. Ciao

  2. ercolinux ha detto:

    Grazie Gianluigi, anche cercare di divulgare l’open source come fai ad esempiotu con il tuo blog può essere un aiuto. Sappiamo che la strada è in salita e che bisogna provare con 100 persone per convincerne ma noi continuiamo per la nostra strada, anche perchè siamo convinti che sia l’unica percorribile per il futuro.
    Per openmamba invece ti consiglio di provare la 2 anche se in è pre è già molto usabile e sta per sostituire la “vecchia” stable. Arrivando da ubuntu noterai una piacevole differenza: le cose funzionano subito e come te lo aspetti (coedec multimediali, wireless, accellerazione 3d, compiz tutto settato out of the box come si dice oggi 😉 )
    Spero di trovarti presto nel nostro forum

  3. […] recenti ercolinux on Dare e avere: i conti tornano…Gianluigi Caputo on Dare e avere: i conti tornano…fabrixx on Un gioco del calcio […]

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