Un pc per ogni studente: come è andata a finire?

Vi ricordate di quella notizia che ho riportato a ottobre 2008?

In breve una scuola media della provincia di  Torino  aveva scelto di dare un PC ad ogni studente. Non un PC qualunque ma un un micro-netbook da 7″  che si porta avanti e indietro da casa per continuare lo studio. Iniziativa lodevole, ma su cui avevo sollevato delle perplessità. Innanzi tutto si era scelto Windows come s.o. accompagnato da una sorta di pseudodesktop per imbrigliarlo. Poi c’era il discorso del formato che secondo me non è adatto ad un uso continuato (inoltre è uno striminzito JumpPC della Olidata.)

A distanza di oltre 1 anno cos’è successo? Molto in un certo senso, nulla in altro.

Io avevo proposto l’acquisto di economici PC fissi o di recuperare vecchie macchine magari da aziende e farsi aiutare gratis da LUG e associazioni (nel mio piccolo ho fatto recuperare 20 macchine per un associazione).  Ma mi è stato risposto che quelli sono gratis. Si come no. Gratis! Infatti come volevasi dimostrare finita la prima tranche in omaggio, l’Olidata ha cominciato a farseli pagare e quindi sono finiti i fondi…

Nonostante tutto,e questo è il lato positivo, gli insegnanti coinvolti stanno continuando a battersi per cercare di far funzionare il loro progetto, qui potete trovare i link con tutti i progressi fatti e l’avanzamento dei lavori. Pare che ad ogni modo gli studenti abbiano gradito molto l’iniziativa.

Come al solito da una parte ci sono grandi promessi di aziende e ministeri (raramente mantenute) e dall’altra il duro lavoro di gente (come gli insegnanti coinvolti nel progetto) che si impegna per far funzionare le cose. Che dire in bocca al lupo per riuscire a coinvolgere quante più scuole possibile, anche se continuo a non essere d’accordo con il metodo scelto 😉

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2 Responses to Un pc per ogni studente: come è andata a finire?

  1. Paola ha detto:

    Olidata non si è fatta pagare, i soldi non sono finiti (non ce ne sono mai stati..!) i computerini sono a rimasti alle scuole e a tre anni di distanza godono di buona salute nonostante siano maneggiati da bambini tutti i giorni a casa e a scuola. Il nostro modello ha fatto scuola, in molte scuole d’Abruzzo è stato seguito alla lettera e ha permesso a bambini e docenti di fare didattica fin dal primo giorno.

    E non è affatto finita qui, dateci poco pochissimo tempo e sentirete dinuovo parlare di noi ;-))

    • ercolinux ha detto:

      Questo mi fa veramente piacere.
      La cosa che fa un po’ tristezza è il fatto che come al solito ci si debba affidare alla buona volonta e alla caparbietà degli insegnanti per ottenere qualcosa visto che dall’alto aiuti ne arrivano sempre pochi…
      Comunque mi auguro possiate portare avanti il progetto con tutto il successo che meritate (anche se come avevamo avuto modo di approfondire tempo fa non sono d’accordo al 100% con la metodologia scelta).
      Dimenticavo se volete venirci a trovare al Linux Day di Torino potremo chiacchierare dal vivo e vedere un’aula informatica allestita con sistemi opensource e il linux terminal server project di cui vi avevo parlato

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