openmamba day

29 giugno 2010

Il 4 luglio dalle 15.00 ci sarà l’openmamba day.
L’openmamba day è un occasione per presentare le ultime novità della distribuzione Linux e per gli utenti di fare quattro chiacchere con gli sviluppatori (sicuramente ci saremo sia io che Silvan – il creatore della distribuzione) e di provarle con mano su delle macchine messe a disposizione.
Le novità sono molto interessanti: rispetto all’ultima versione molte cose sono cambiate sia sotto il cofano che visibili dall’utente: le più eclatanti sono il nuovo server xorg, kernel aggiornato così come moltissime librerie di sistema, il nuovo ambiente kde4 all’ultima versione, openoffice alla versione 3.2.1.4, firefox 3.6.6 e moltissimi altri aggiornamenti (sono state fatte più di 700 aggiornamenti nelle ultime settimane).
Chi ha voglia di provare una distro diversa dalle solite e scoprire cosa la rende unica può passare a trovarci: saremo nel centro commerciale Famila di San Mauro Torinese in Via Aosta 11, ospiti di CompuTel (si trova al primo piano sulla sinistra salendo dallo scalone principale). Vi aspettiamo numerosi…


La PEC secondo Brunetta

28 aprile 2010

Due giorni fa il ministro Brunetta ha lanciato la PEC di stato al sito http://www.postacertificata.gov.it. La PEC è una speciale casella di posta elettronica che permette di comunicare in modo “certo” con le pubbliche amministrazioni sostituendo di fatto le raccomandate. Vi rimando a wikipedia per approfondire l’argomento

Lodevole idea, realizzazione mediocre. Il sito è risultato intasato già dalle prime ore di apertura rendendo praticamente impossibile registrarsi.

Non so se il problema sia dovuto a un eccesso di richieste o a un sottodimensiomento del server (o a una combinazione delle 2) fatto sta che il sito è inusabile.

Tra l’altro il sito ha un po’ di cose che non vanno: il certificato ssl vale solo accedendo a http://www.postacertificata.gov.it, se accedete senza il www segnala che il certificato non è valido; ma il peggio viene in basso a sinistra: il sito riporta la conformità al w3c xhtml 1.0, w3c css e w3c wai AAA. Rispettivamente indicano l’aderenza agli standard xhtml, la correttezza dei fogli di stile CSS e l’accessibilità del sito. Analizziamoli singolarmente:

Validando il sito per la conformità al w3c xhtml 1.0 attraverso il sito http://www.w3.org vengono segnalati 16 errori. Quindi il sito non potrebbe esibire il logo.

Anche la seconda conformità non è passata: 1 errore e svariate segnalazioni.

Il terzo logo deve essere validato a mano attraverso una check list: se il sito passa tutti i checkpoint può fregiarsi del logo. Nel caso specifico ci fermiamo già al punto 1.1 (tutte le immagini devono avere una descrizione alternativa): nel sito il messaggio di errore che ci informa che le connessioni hanno superato il numero massimo è fatto con un immagine senza testo alternativo.

Non è proprio una bella figura per un sito pubblico.

Speriamo correggano gli errori (e che questi siano dovuti a difetti di gioventù) e lo rendano fruibile perchè la PEC se usuata bene può realmente ridurre il peso e i costi della burocrazia.


Incontro sull’open source a Torino

9 aprile 2010

Il 17 Aprile dalle 10.30 a Torino (per la precisione alla biblioteca di Falchera) ci sarà un incontro introduttivo sull’open source.

L’evento è organizzato dalla Torino Linux Task Force di concerto con la Biblioteca di Falchera. Si chiaccherà in modo amichevole di software e cultura in generale cercando di spiegare i vantaggi del mondo open source.

Se siete in zona e volete passare l’ingresso è ovviamente libero.


Un pc per ogni studente: come è andata a finire?

11 marzo 2010

Vi ricordate di quella notizia che ho riportato a ottobre 2008?

In breve una scuola media della provincia di  Torino  aveva scelto di dare un PC ad ogni studente. Non un PC qualunque ma un un micro-netbook da 7″  che si porta avanti e indietro da casa per continuare lo studio. Iniziativa lodevole, ma su cui avevo sollevato delle perplessità. Innanzi tutto si era scelto Windows come s.o. accompagnato da una sorta di pseudodesktop per imbrigliarlo. Poi c’era il discorso del formato che secondo me non è adatto ad un uso continuato (inoltre è uno striminzito JumpPC della Olidata.)

A distanza di oltre 1 anno cos’è successo? Molto in un certo senso, nulla in altro.

Io avevo proposto l’acquisto di economici PC fissi o di recuperare vecchie macchine magari da aziende e farsi aiutare gratis da LUG e associazioni (nel mio piccolo ho fatto recuperare 20 macchine per un associazione).  Ma mi è stato risposto che quelli sono gratis. Si come no. Gratis! Infatti come volevasi dimostrare finita la prima tranche in omaggio, l’Olidata ha cominciato a farseli pagare e quindi sono finiti i fondi…

Nonostante tutto,e questo è il lato positivo, gli insegnanti coinvolti stanno continuando a battersi per cercare di far funzionare il loro progetto, qui potete trovare i link con tutti i progressi fatti e l’avanzamento dei lavori. Pare che ad ogni modo gli studenti abbiano gradito molto l’iniziativa.

Come al solito da una parte ci sono grandi promessi di aziende e ministeri (raramente mantenute) e dall’altra il duro lavoro di gente (come gli insegnanti coinvolti nel progetto) che si impegna per far funzionare le cose. Che dire in bocca al lupo per riuscire a coinvolgere quante più scuole possibile, anche se continuo a non essere d’accordo con il metodo scelto 😉


Sfatiamo un mito: Linux è difficile

10 marzo 2010

Anche se da anni  uso praticamente in modo esclusivo  Linux ogni tanto mi capita di dovermi confrontare con Windows per lavoro o per fare qualche favore a degli amici (anche se penso sempre più spesso che il favore più grosso glielo farei togliendogli Windows del tutto ;-P ).

Beh dopo essersi “disintossicati” da Windows e dal suo inquadramento ci si rendo conto di quale sia il vero sistema operativo semplice da usare (e da amministrare). Prendiamo una serie di compiti che vengono compiuti normalmente (o quasi) e confrontiamo i 2 ambienti (in particolare con openmamba GNU/Linux che è quello che attualmente uso).

Installazione: qui non c’è proprio storia! openmamba si installa sul mio PC  (compreso l’avvio del supporto live e la formattazione del disco ) in qualcosa meno di 25 minuti (saliamo a 30-35 se facciamo anche gli aggiornamenti automatici). Al termine dell’installazione dal DVD mi trovo già configurati scheda video, audio e wireless, oltre 4GB di programmi installati compresi codec multimediali e flash player. Tutta la procedura di installazione consiste in 9 click più la scelta dei metapacchetti da installare da un DVD (o una chiavetta). Tutto l’hardware è riconosciuto e configurato con i driver corretti. L’installazione di Windows, openoffice, firefox, codec vari, driver per le schede, programma per masterizzare, flash player, antivirus porta via un paio di ore, svariati riavvi del sistema (dimenticavo openmamba necessita di 1 solo riavvio dopo che si è finita l’installazione dal supporto per poter partire dal nuovo sistema) e un nmero di dischi da far invidia a un DJ (per l’esattezza:1 di windows, 1 di openoffice, 1 per i driver della scheda madre, 1 per quello della scheda video,  1 per la scheda wireless, 1 per la stampante, 1 per l’antivirus, 1 per il programma per masterizzare più una chiavetta con sopra i codec e  firefox). Quindi Linux 1 – Windows 0

Installazione dei programmi: Linux con la gestione dei repository ha un punto ha suo favore enorme. Si apre smart (o il package manager della propria distro), si cerca il programma, 2-3 click e il programma è installato (e sicuro perchè controllato all’origine). Se proprio il programma che serve non è stato pacchettizato si può chiedere nei forum della distribuzione se qualcuno può provvedere a farlo per noi.  Con Windows si deve cercare su internet il programma scaricarlo, installarlo con una procedura diversa da programma a programma e sperare che funzioni (non è una battuta con almeno 5 versioni diverse di sistema operativo in giro può capitare di aver scaricato una versione non compatibile). Diciamo che in questo caso Windows ha dalla sua un parco programmi più famoso (e nel caso dei giochi più vasto). Esiste comunque la possibilità di installare con Wine i programmi per Windows semplicemente cliccando sull’icona esattamente come in Windows. La disinstallazione su Linux è semplice e indolore, non lo stesso si può dire per quella di Windows dove spesso restano pezzi di programma in giro per il disco, sporcando e rallentando la macchina. Direi proprio Linux 2 – Windows 0

Operazioni quotidiane: di solito si naviga, legge la posta, usano programmi. Qui direi sostanziale parità. Sono entrambi facili da usare. Linux 3 – Windows 1

Amministrazione: qui proprio non c’è gara. Con Linux ho a disposizione log e programmi diagnostici a iosa, su Windows nulla (a no dimenticavo c’è taskmanager). Linux 4 – Windows 1

Aggiornamenti: Anche qui è praticamente scandolosa la superiorità. Linux si autoaggiorna per quanto riguarda tutti i software installati, Windows obbliga ad aggiornamenti separati per i vari componenti e programmi installati. Inoltre quando c’è un cambio di release in Linux il passaggio può essere effettuato in modo pressochè indolore (e gratuito) mentre su Windows (spesa a parte) non sempre è possibile. Linux 5 – Windows 1

Possibile che Windows ne esca con le ossa così rotte? Si, perchè purtroppo per chi lo usa, è un sistema nato e concepito per essere usato in un certo modo: singolo utente e singolo task, che poi si è evoluto (abbastanza bene tutto sommato) per stare al passo con i tempi ma che ha il fardello della compatibilità con le versioni vecchie e l’obbligo di mantenre una coerenza con le vecchie versioni. Linux invece nasce da una base di un sistema operativo multiutente, multitasking e molto modulare che ne rende semplice l’adattabilità (non per nulla gira dal lettore di DVD al super computer).

A riprova della semplicità di Linux questo tutte le persone digiune di informatica a cui l’ho fatto provare l’hanno trovato più intuitivo di Windows


Evviva i programmi closed source

8 marzo 2010

Oggi vi parlo di una cosa che mi è successa dove lavoro. Abbiamo acquistato un apparecchiatura con un software (ovviamente closed source) che gira solo in ambiente windows. Purtroppo esiste un oligopolio in quel settore formato da 3-4 ditte conuna politica molto simile. Al momento dell’acquisto mi informo sulle capacità del programma: a me interessa che il programma esporti i dati verso MySQL e questo lo fa attraverso i driver ODBC; bene un punto a suo favore con gli ODBC posso agganciarmi un po’ a tutti i database e quindi il lockin è minore di quello che temevo.

Installano la macchina, installano il programma configurazione e via. Qualche settimana per imparare ad usarla e poi mi metto a cercare di esportare i dati. Installo i driver ODBC sulla macchina, apro la finestra di esportazione e… crash! Il programma si inchioda o si chiude con un errore. Ok avrò fatto qualche casino: faccio un po’ di prove ma nulla da fare. Alla fine mi arrendo e chiamo l’assistenza, d’altronde li abbiamo pagati e anche cari.

Io: dunque installo l’ultima versione dei driver ODBC ma quando tento di esportare il programma va in crash.

As: come gli ultimi?!? Non ha letto il manuale? In foto si vede che la versione è la 3.5.1

Io: si ma pensavo fosse una foto vecchia visto che la 3.5 è del 2003 e il programma è stato fatto nel 2008!

As: no no funziona proprio solo con la 3.5.1!

Io: azz. Vabbè

Installo la versione preistorica dei driver (e qui comincio a pensare che il lock-in è ancora peggio di quello che pensavo all’inizio).

Ok adesso non va in crash. in compenso qualsiasi cosa cerco di esportare si ferma con un laconico messaggio SQL sintax error.

Tento ancora un po’ di volte, poi mi arrendo e nuova trafila con l’assistenza (che vi risparmio visto che siamo andati avanti 3 mesi tra mail e telefonate).

Finalmente riesco a farmi mandare un “tennico” dalla casa. Questo arriva e guarda il PC con la finestra dei driver ODBC con lo sguardo un po’ vacuo di chi non ha molta pratica. Mi ero sbagliato in pieno! Infatti mi dice con candore invidiabile: “dunque vuoi esportare verso MySQL? Interessante, ma com’è come database? Sai non l’abbiamo mai usato…”

Ripresomi dallo smarrimento gli spiego i vantaggi di un DB open source in particolare in una piccola realtà come la nostra e poi lo lascio alle prese con il suo programma.

Dopo circa 3 ore e una ventina di telefonate e mail alla casa madre sento un grido simile a quello di un gladiatore che è appena uscito vittorioso da un duello. Corro a vedere e lo trovo raggiante.

Io: “Bene allora funziona tutto adesso giusto?”

As: “NO! Però ho scoperto l’inghippo.”

Io: “cioe?”

As: “Vedi? Dice Sql syntax error! Quindi deve esserci un errore nella sintessi della sequenza SQL che dovrebbe generare la tabella!”

Io “Ma pensa tu! E io che credevo fosse un errore del motore a curvature dell’enterprise!! Visto che sono oltre 3 mesi che vi mando mail con quell’errore..E come pensi di risolvere?”

As: “A non lo so. Non abbiamo possibilità di modificare il programma. Ho scritto alla casa madre per vedere se possono fare qualcosa…”

Io “ok. Intanto non esci di qui finchè non funziona quindi…”

Nel mentre riusciamo ad attivare una sorta di modo diagnostico: e qui scopro che la generazione della tabella non potrà mai funzionare visto che mette delle parentesi quadre sbagliate. E scopro anche un altra cosa:i campi hanno formato anomalo. In pratica tutti i campi numerici sono salvati in formato double e quelli non numerici (sia testo che date che note) in formato char(100).Ecco perchè quando avevo provato  a generare la tabella a mano non funzionanva, stupidamente avevo generato la tabella con gli int al posto degli int, i campi date e time salvati come date e time…

Morale della favola 7 ore dopo essere arrivato “libero” il tecnico visto che prendendo la sequenza sql, correggendola  e generando manualmente database e tabella adesso funziona. Se il programma fosse stato opensource sarebbe bastato aprire il sorgente della parte che genera il database e modificare la stringa togliendo le parentesi di troppo (o forse non ce ne sarebbe neppure stato bisogno visto un errore tanto stupido sarebbe certamente già stato scoperto e corretto). Come ulteriore ciliegina sulla torta abbiamo anche scoperto che il programma in questione non funzionerà su Vista o su 7 legandoci di fatto a un s.o. vecchio di 13 anni. Spero di riuscire a farlo andare con Wine…


openmamba colpisce ancora

3 marzo 2010

Vi giro l’annuncio di Silvan, creatore e principale manteiner di openmamba:

“Sono lieto di annunciare l’immediata disponibilità di openmamba milestone2 2.0pre1, la nuova versione del sistema operativo GNU/Linux per computer portatili, desktop e server.
La seconda “pietra miliare” del progetto di sviluppo openmamba è stata raggiunta grazie all’integrazione del moderno ambiente desktop KDE 4, dei recenti sviluppi del kernel Linux e del software di sistema e delle migliori applicazioni open source.
milestone2 presenta un’esperienza tecnologicamente rinnovata grazie all’introduzione di meccanismi di mantenimento e aggiornamento automatici ed al costante contributo di mambaSoft e della comunità di sviluppatori openmamba fornendo così all’utente un semplice ed elegante strumento di interazione con il mondo tecnologico e la rete internet.
Dopo mesi dedicati a sviluppo e test, questa versione si rivolge ad un’utenza allargata che ricerca una giusta combinazione tra innovazione, affidabilità e stabilità. L’uso di repository stabili e l’aggiornamento massivo solo in corrispondenza delle prossime versioni pre-release, garantiscono un’affidabilità del sistema soddisfacente già da questa versione per la maggior parte degli usi.
openmamba milestone2 è disponibile gratuitamente per il download dal sito www.openmamba.org sotto forma di immagini ISO per supporti livecd e livedvd.

La distribuzione bootusb può essere utilizzata insieme alle immagini ISO per installare openmamba su una chiavetta USB, offrendo così anche un sistema portabile da un computer all’altro.
I supporti di openmamba sono disponibili in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo (novità!).”

Per che non l’ha mai provata, a differenza di altre distro più famose, openmamba integra già i driver per le maggiori schede video, per i dispositivi wireless, i codec multimediali, il supporto a flash e l’ambiente desktop 3D compiz, garantendo all’utente un’esperienza completa e coinvolgente già dal primo avvio. I supporti presenti sul sito permetteno di provare in modalità live la distribuzione e di installarla con pochi click sul proprio PC; la strada scelta da openmamba per l’installazione fa si che ciò che provate sarà esattamente ciò che avrete a fine installazione configurazioni del video e della rete comprese: quindi nessuna brutta sorpresa con driver video recalcitranti o schede wireless che vanno a singhiozzo…

Inoltre un attenta opera di pacchettizzazione ha permesso di avere disponibili oltre 5500 pacchetti software che spaziano dai programmi per ufficio ai giochi. Quindi che aspettate a provarla? Andate sul sito e scaricate la versione che preferite.

Una modifica dell’ultimo minuto: se il sito dovesse sembrare irraggiungibile o molto lento nella navigazione è solo un problema temporaneo dovuto alle centinaia di connessioni simultanee che lo stanno raggiungendo in queste ore (stiamo scalando la classifica di distrowatch: in un solo giorno siamo passati dal 165 posto al 92 sulla statistica settimanale, e abbiamo guadagnato 40 posizioni su quella semestrale); se riprovate un po di volte vi lascierà comunque entrare. Ad ogni modo se volete scaricare direttamente le iso vi posto i link per le 2 versioni (i download sono comunque veloci):

openmamba livedvd

openmamba livecd

e qui ci sono i torrent per scaricarli con bittorrent:

torrent livedvd