Cuba libre? Si, forse…

23 febbraio 2009

Forse avrete già sentito parlare della nuova distribuzione GNU/Linux chiamata Nova: è una distribuzione cubana sviluppata dalla UCI (Universidad della Ciencas Informatica) nata con l’intento di portare Linux negli enti pubblici e in almeno il 50% dei PC dei cubani. E con un pizzico di orgoglio possiamo dire che c’è anche un po’ d’Italia, visto che la distro è basata sulla italianissima Sabayon. Per chi volesse provarla è possibile scaricarla da qui (armatevi di pazienza perchè il link è lentissimo – circa 90kB/s al momento della scrittura dell’articolo)

Sicuramente questo non impesierirà molto Microsoft, vista la bassa base di computer presenti sull’isola, ma è sintomo di un trend sempre più diffuso.

Oltre a Nova la UCI ha sviluppato anche diverse applicazioni in settori che spaziano dallo sport alla medicina, in concorrenza con soluzioni proprietarie molto costose.

Qualcuno potrebbe chiedersi come mai adottare una distro sviluppata ex-novo e non appoggiarsi ad una più popolare come le varie *buntu ad esempio: io penso che da un lato, una distro sviluppata ad hoc possa essere meglio gestita in particolare in una nazione dove la penetrazione della banda larga è molto limitata, rendendo quindi possibile la distribuzione di tutto il software necessario già prepacchettizato.D’altra parte, e spero non sia vero, questo  può dare al governo un maggior controllo sulla popolazione. Adottare una distribuzione “di stato” poco compatibile con le altre, fa si che la maggior parte – se non la totalità – dei programmi  installabili provengano dai server ufficiali, e non è detto che questi siano privi di strumenti atti al controllo dei cittadini.

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Troppi Linux? forse si forse no; e Windows invece?

14 luglio 2008

Spesso la gente rimane spiazzata dal numero di distribuzioni GNU/Linux esistenti, ma alla fine bisogna pensare che non sono altro che carrozzerie diverse sullo stesso motore. Certo alcune sono più userfriendly (Ubuntu, Mandriva, OpenSuse, Sabayon, openmamba, Puppy, Mint, ecc..), altre più tecniche (Debian, Slackware, Gentoo), alcune più orientate al mondo business (RedHat, CentOs) altre molto specialistiche (sysrecuedCD, Dyne:bolic) ma alla fine sempre di un kernel Linux si tratta con attorno più o meno gli stessi programmi: a parte le superspecialistiche alla fine è possibile ottenere lo stesso risultato da qualsiasi distro uno abbia scelto.
E Windows? Di Windows solo considerando quelle in commercio esistono moltissime versioni e non sempre compatibili fra loro e comunque tutte con limitazioni che ne impediscono l’uso in uno piuttosto che un’altro ambiente: abbiamo Windows XP con 8 versioni diverse comprese quelle per tabletPC e sistemi embebbed, Windows Vista con 19 versioni comprese le starter pack e le embebbed, Windows server in 15 versioni e almeno 4 versioni di Windows per palmari/handheld: totale 46 versioni diverse, non compatibili fra di loro; provate infatti a far eseguire a Windows XP un programma scritto per le DX10 di Vista o a Windows Vista un programma scritto per Windows CE o ancora a collegare 20 PC con XP Home in rete e scambiare dati contemporaemante con più di 10 client. Insomma viene tanto criticato l’eccesso di offerta da parte di GNU/Linux ma non mi pare che dall’altra parte le cose siano tanto meglio, con la differenza che essendo Linux aperto e libero mi permette di usare a piacere i prodotti che preferisco sulla distro che voglio, mentre con Windows devo sottostare alle imposizioni (a volte commerciali a volte tecniche) legate alla versione che ho scelto di pagare.


Ci sono troppi Pinguini nel pollaio?

11 maggio 2008

Ho sentito da più parti la gente lamentarsi che esistono troppe distro, e che questo provoca una frammentazione delle risorse che impedisce uno sviluppo rapido di GNU/Linux. Ma è veramente così?

Si è vero ci sono oltre 100 distro attivamente sviluppate, ma secondo me questo è un vantaggio non uno svantaggio: qualcuno si lamenta forse del fatto che esistono centinaia di modelli di auto, di cui molti sviluppati sullo stesso pianale e con gli stessi motori di cui alla fine cambiano solo le plastichine e i fari?

Se ci pensate bene ogni distro alla fine è basata sullo stesso kernel e grazie alla GPL le modifiche fatte da uno sviluppatore possono essere facilmente integrate dagli altri senza problemi. Inoltre non tutti abbiamo le stesse esigenze: chi vuole una distro superaggiornata andrà verso Ubuntu, a chi serve un desktop con alta stabilità e non gli interessano fronzoli potrà usare Debian o Slackware, per chi ha bisogno di server con un ottimo supporto RedHat, per chi ha necessità linguistiche particolari esistono distro altamente localizzate come Pardus per il turco, per gli hardware datati c’è Damnsmall Linux, poi ci sono le distro specialistiche come Edubuntu, Dyne:Bolic, Sysrescuecd e così via. Alla fine il bello di Linux è quello di potersi costruire un sistema calbrato sulle proprie necessità, un po’ come un vestito di sartoria.


Quale distro è la migliore ?

5 maggio 2008

Informationweek ha proposto una sfida fra 7 distro per determinare la migliore. Le 7 distro prese in esame sono state installate su 2 portatili, 2 desktop e su Virtualbox :

  • Opensuse 10.3
  • Ubuntu 8.04
  • PCLinuxOs 2007
  • Mandriva LinuxOne 2008
  • Fedora 8
  • SimplyMepis 7.0
  • Centos 5.1

Le conclusioni sono che Ubuntu è una delle migliori sotto quasi tutti gli aspetti, OpenSuse va molto meglio sui desktop che sui portatili, ma ha diverse ottime idee che sarebbe bello vedere sviluppate nelle prossime release, Centos e Fedora pur essendo derivate entrambe da RedHat sono abbstanza diverse fra loro, la prima è più userfriendly, la seconda riconosce meglio l’hardware, mentre Mandriva, PCLinux e SimplyMepis pur essendo cugine ed essendo molto semplici da configurare, sono organizzate in modo diverso, quindi cosa pensi di trovare in posto in una distro è in posti diversi nelle altre 2 (ndt: Mepis è basata su Debian e non Mandriva).

Sicuramente il confronto è interessante, anche se ovviamente non può essere conclusivo: sono state prese in considerazione solo 7 distro escludendo ottime distro come LinuxMint, Debian, Slackware o Sabayon. Anche le conclusioni sono secondo me un po’ forzate anche perchè il confronto è stato fatto fra l’ultima ubuntu e la penultima release di Mandriva (già alla 2008.1) e Fedora che è in uscita con la nuova release in questi giorni. Inoltre Centos è una distro destinata ai server quindi è poco indicato confrontarla con distro da desktop.


Metti un Tigre nel PC

5 maggio 2008

Volevo segnalarvi una nuova distro GNU/Linux chiamata Tiger Linux. E’ interamente italiana e si propone come mix tra la potenza di GNU/Linux e la semplicità di Mac. La sua maggiore peculiarità è il sistema di pacchetti SFS che permettono l’esecuzione di un programma senza installare nulla. In pratica si tratta di un file compresso con bzip2 montabile come un filesystem (squashfs). Per eseguire un programma basta cliccare 2 volte sul file, questo viene montato e gli eseguibili lanciati in modo trasparente. La base da cui sono partititi è Ubuntu. Sembra una tecnologia davvero promettente. Appena finito di scaricarlo lo proverò su Virtualbox e vi posterò le mie opinioni


Distribuzione DVD e CD opensource

1 maggio 2008

Siccome non tutti dispongono di una connessione ad internet veloce, pensavo potrebbe essere interessante fornire un servizio di spedizione a domicilio delle distro GNU/Linux o di pacchetti molto pesanti tipo Openoffice: esistono già società che offrono questo servizio ma tutte quelle che ho trovato sono all’estero. Se siete interessati potete contattarmi richiedendomi la distro che volete oppure il pacchetto che vi serve su: ercole69 (at) gmail (punto) com

Il costo sarebbe di 2 euro per ogni CD e 3 euro per ogni DVD più le spese postali (da 1,4 fino a 2 euro al massimo per 2-3 DVD).

Scrivetemi pure per informazioni


Facciamoci uno zabaglione

30 aprile 2008

In questo periodo in cui tutti parlano di Aironi, facciamo un po’ di pubblicità ad una gallina nostrana che non ha nulla da invidiare alle più blasonate distro straniere: Sabayon Linux.

Arriva completa dei driver per ATI e NVIDIA e il supporto ai DVD, ma permette anche l’avvio in modalità “free” disibilitando tutte i driver incompatibili con la licenza GPL.

La distro è basata su Gentoo ma è orientata alla massima semplicità per l’utente: la filosofia degli sviluppatori è infatti chiamata K.I.S.S. (Keep it simple stupid). Per la gestione dei pacchetti affianca al collaudato Portage di Gentoo una completa infrastruttura per la gestione dei pacchetti binary chiamata Entropy. Al termine dell’installazione (o all’avvio della Live) vi trovate un sistema completo di tutto quello che serve perfettamente funzionante.

In conclusione sicuramente una distro che vale la pena provare