La FSF annuncia la giornata contro il DRM

4 maggio 2010

Day Against DRM
La FSF ha annunciato per oggi la giornata contro il DRM (Digital Rights Management).
Per chi non lo sapesse con DRM si identificano tutte le tecniche adottate dalle major musicali/cinematografiche per impedire la copia o limitare la fruibilità dei contenuti (basti pensare alle zone dei DVD, agli ebook leggibili solo un certo numero di volte, oppure ai Blue Ray che possono essere riprodotti solo su alcuni apparecchi).
La FSF ha da tempo lanciato una campagna contro i DRM, in quanto limiterebbe pesantemente la libertà degli utenti.
Spingere per far togliere i DRM non vuole e non deve essere un incentivo alla pirateria sia ben chiaro, ma nel momento in cui io acquisto un contenuto multimediale devo essere libero di fruirne come più mi aggrada: a me è capitato di acquistare un CD con una compilation per poi scoprire che ne il PC ne l’autoradio erano in grado di riprodurlo, e un mio amico si è trovato un blu ray inusabile perchè ha acquistato – stolto! – delle casse digitali non pienamente compatibili con la protezione AACS.
Il grosso problema è che ormai gli utenti (non tutti per fortuna) sono troppo abituati da un lato a trovare ciò che gli serve sul mulo (o simili) e dall’altro a piegarsi alla volontà di chi eroga i servizi: quando possibile scegliamo musica/film senza DRM, meglio ancora se rilasciati con licenze aperte (nel campo della musica in particolare esistono alternative validissime ai “soliti noti” basta farsi un giro su jamendo o su creativecommons.it per farsi un idea).
Diciamo anche noi basta al DRM!


Un nuovo regalino da Microsoft per i suoi utenti

27 aprile 2008

Ho trovato su internet il link ad una notizia su Microsoft e i DRM, in sintesi dal 31 agosto verrano spenti i server che contengono le licenze relative alle canzoni acquistate sullo store Microsoft, quindi se volete ancora ascoltare la musica acquistata da loro non dovrete cambiare PC o riformattarlo: e vi ricordo che sono canzoni che avete pagato. Ancora una volta si sta dimostrando come appoggiarsi a standard chiusi sia sempre un rischio per l’utente.