Un po’ di link a siti che parlano di GNU/Linux, opensource e freesoftware

6 maggio 2008

Ho trovato questa pagina con molti link a siti che parlano di di GNU/Linux, opensource e free software. Sono tutti in inglese e ci sono siti stranoti e aggiornatissimi (come slashdot o freshmeat), altri molto meno famosi ma non per questo meno interessanti.


Il software free/opensource e l’economia

23 aprile 2008

Molte volte mi chiedono come faccia una software house a guadagnare con il software libero o opensource, visto che normalmente è distribuito gratuitamente: bene stiamo vivendo una trasformazione del modello economico del software (o meglio un ritorno alle origini in alcuni casi).

Le grandi software house dietro le distribuzioni GNU/Linux (come Novel, RedHat o Canonical) guadagnano con i contratti di assistenza e non con la vendita delle licenze; e per i più giovani voglio ricordarvi che questa non è una novità ma una strategia di mercato presente da decenni in alcuni mercati: i grandi software gestionali o i programmi che giravano sui grandi elaboratori fino agli anni 80-90 come gli AS/400 o gli S/36 di IBM venivano ceduti in licenza alle aziende che potevano utilizzarli, pagando solo l’addestramento del personale, le personalizzazioni ed un canone annuo di manutenzione per gli aggiornamenti previsti dalle leggi. Anche le software house che creavano i programmi personalizzati per le piccole e medie aziende utilizzavano questo approccio lasciando solitamente i sorgenti a disposizione del cliente. Ancora oggi esistono software house che pur non essendo legate in alcun modo all’opensource o al freesoftware preferiscono guadagnare sui servizi resi al cliente piuttosto che sulle licenze (è il caso di molte società che sviluppano programmi per le paghe o per la contabilità di piccoli uffici).

Secondo il me software opensource e/o free, pur non essendo necessariamente più economico rispetto all’acquisto delle licenze d’uso, porta sicuramente 2 vantaggi diretti:

  1. il cliente ha la libertà di utilizzare il prodotto acquisito come preferisce e disponendo dei sorgenti può svincolarsi dal produttore in caso di problemi (ad esempio fallimento della ditta produttrice)
  2. in caso di necessità si può utilizzare personale “locale” ridistribuendo i guadagni prevalentemente nella zona dove vive e quindi aiutando l’economia della sua nazione.

Bisogna dire che le grosse multinazionali (come ad esempio Microsoft, ma non solo) hanno sempre cercato di unire le 2 filosofie prendendo però i lati “negativi” di entrambe: prima mi paghi e non poco la licenza d’uso del prodotto e poi mi paghi se hai bisogno di aiuto e se proprio non va ti arrangi, ma negli ultimi 2-3 anni anche loro si stanno rendendo conto che il futuro del mercato IT si sposterà sempre più verso la vendita di servizi; questo è evidente quando colossi come Microsoft cercano di differenziare il loro mercato: Microsoft office Live, il tentativo di acquisizioni in corso di Yahoo, Albany, Zune ecc..

Non ci resta che aspettare e tifare per la squadra vincente (quella free ovviamente) 😆