Openmamba 1.0 stabile è qui

1 agosto 2008

Questo di seguito è l’annuncio ufficiale del rilascio della milestone 1 di openmamba:

La prima versione stabile della distribuzione GNU/Linux openmamba è disponibile da oggi per il download.

openmamba è una distribuzione GNU/Linux per Personal Computer (compatibili Intel i686) che può essere utilizzata su computer portatili, desktop e server. La distribuzione milestone1 fornisce quasi 4000 pacchetti realizzati dai sorgenti o derivati da QiLinux ed include le applicazioni più popolari e avanzate tecnologie del software come gli effetti 3D di Compiz-Fusion e il server audio Jack.

Il sistema è concepito per essere semplice e veloce da installare e facile da usare per la maggior parte degli utenti di computer ed il sito web (www.openmamba.org) fornisce servizi per aiutare utenti e sviluppatori a mantenere e sviluppare la distribuzione, come il forum, il wiki ed il sistema di bug tracking.

Sebbene la maggior parte dello sviluppo e del beta testing sia stato fatto in Italia, i supporti di installazione sono disponibili sia in lingua italiana che inglese e il sistema può essere successivamente personalizzato per supportare altre lingue.

Il sistema stabile permette agli utenti di farne uso in ambienti di produzione, dove gli aggiornamenti devono essere limitati e incentrati sulla sicurezza e correzione di problemi dei programmi software. Al tempo stesso lo sviluppo della seconda milestone è iniziato e gli utenti hanno la possibilità di installare un sistema di test usando le snapshot di sviluppo settimanali che contengono gli ultimi aggiornamenti software e supporto per nuovo hardware che potrebbe non essere disponibile nella versione milestone1.

Per cominciare con openmamba milestone1 visita www.openmamba.org/distribution/.

La distribuzione openmamba GNU/Linux è realizzata e mantenuta da mambaSoft e sviluppata da una comunità composta di individui e gruppi di sviluppo auto organizzati.

Io posso solo aggiungere, come sviluppatore della distro, che pur essendo relativamente giovane e con un pool di sviluppatori relativamente piccolo, la distro sta crescendo giorno per giorno e la comunità che si sta formando intorno ad essa è molto attiva nel cercare di risolvere i problemi che possono sorgere e ad aiutare i nuovi utenti. Oltre alla versione “normale” della distro sono disponibili alcune versioni speciali:

livegames una live (installabile) orientata ai giochi con il supporto 3d per le schede nvidia e ati

livestudio una live installabile orientata alla musica e al video

flash per l’installazione su di una memoria flash da minimo 1GB

Sul sito internet della distribuzione sono presenti anche un wiki e un forum.

Esiste anche la possibilità di acquistare pacchetti di supporto alla distribuzione (sia telefonici che on site) per chi ne avesse bisogno, e anche di acquistare portatili preinstallati con openmamba.

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Ispezione dei laptop alle frontiere americane

27 aprile 2008

Ho letto solo oggi una notizia riportata da Punto Informatico di giovedì (qui il link) secondo cui alle frontiere americane sarà possibile subire un’ispezione del contenuto del proprio laptop. Io sono assolutamente contrario a questo tipo di controllo, ma non (solo) per un discorso di privacy ma più semplicemente per uno di utilità pratica. Sono sempre convinto che molti controlli (per quanto noiosi) possano essere utili per aumentare la sicurezza di tutti, ma non è questo il caso.

Ora immaginiamoci che uno voglia far passare dei dati sul proprio laptop (tra l’altro esistono sistemi molto più sicuri: come ad esempio una schedina SD ben nascosta o l’invio su server protetti su internet), sicuramente non li lascierà in bella vista su desktop e maschererà il file in qualche modo. Senza andare a scomodare la crittografia il poveretto della dogana dovrebbe conoscere tutti i sistemi operativi esistenti, e altresì conoscere le principali tecniche di recupero dei dati per poter ottenere qualcosa.
Ad esempio basta che un documento (mettiamo una fotografia) venga rinominatà mettiamo com word.exe e sfido il nostro doganiere a scoprirla nei 10-15 minuti che può dedicare all’ispezione. Situazione ancora peggiore se si trovasse di fronte una macchina con un sistema operativo di tipo *nix, a quel punto entrano in gioco anche i permessi dei singoli utenti e la scarsa conoscenza che c’è in giro di questi sistemi.

Alla fine questa misura vuole solo essere un mostrare i muscoli del governo statunitense, che va a dimostrare ancora una volta l’ignoranza (in senso letterale non certamente offensivo) di emette le leggi legate all’informatica.

Speriamo che questa paranoia da sicurezza non si diffonda ma che gli sforzi siano rivolti dove effettivamente sono necessari.