Un pinguino a Monaco

20 marzo 2010

Tanto tempo fa (informaticamente parlando) la città di Monaco di Baviera aveva annunciato di voler passare a Linux su tutti i desktop e server della sua amministrazione: era il lontano 2003…

Molti siti ne avevano dato notizia con entusiasmo all’epoca, per poi tornare dopo un po’ sull’argomento visto che pareva non essersene fatto nulla portando la cosa come una sconfitta per l’opensource, con gioia da parte dei detrattori più acerrimi o con molta amarezza da parte dei sostenitori.

In realtà il progetto è continuato (e continua tuttora)  infatti a fine del 2009  era già avvenuto il passaggio di 3000 dei 14000 desktop presenti

Ma perchè tutto questo tempo per effettuare il passaggio?

Da un blog di uno dei responsabili del progetto si capisce il perchè. Sintetizzando la cosa il problema più che tecnico era di organizzazione. Il comune di Monaco di Baviera aveva all’avvio del progetto 21 unità informatiche indipendenti, ognuna con il suo capo e con la sua organizzazione, 51 datacenter, 1000 impiegati nel settore IT su 33000 impiegati totali e oltre 300 programmi diversi e spesso ridondanti da riorganizzare. Oltre a questo c’erano differenze di versioni di Windows (21 client diversi), nessun database degli utenti centralizzato, nessun archivio comune, strategie di sicurezza diverse. Chiunque abbia lavorato nell’ambiente informatico sa quanto possa essere difficile far convivere ambienti eterogenei, inoltre dover cambiare le abitudini degli utenti (e peggio ancora quelle dei capi) è sempre un impresa. Quindi trovarsi a dover fronteggiare questa babele non dev’essere stato semplice, oltretutto osteggiati a volte anche dall’interno.  Nonostante tutto ci sono riusciti: nel 2007 un dipartimento era passato a Linux e nel 2008 è stato dato l’ordine di passare almeno il 10% di ogni altro dipartimento a macchine Linux. In 2 anni si è arrivati al 20%. Il progetto inoltre ha permesso di rendere interoperanti le strutture fra di loro e di standardizzare i client Linux in modo da semplificare la manutenzione. Come fa giustamente notare il blogger se avessero dato la libertà di passare alla distro voluta ogni dipartimento, magari ci sarebbe voluto meno tempo per arrivare a questo punto, ma si sarebbe persa la standardizzazione che in una infrastruttura complessa permette sicuramente di ridurre i costi. La strada scelta è stata, secondo me, quella corretta: meglio una migrazione lenta ma che poggi le basi su una solida infrastruttura comune e che permetta uno sviluppo futuro piuttosto che una fatta in fretta e furia ma che non permetta una crescita futura.

Peccato che da noi non ci sia una volontà di andare in quella direzione ma che anzi si continuino a fare accordi che stringono il cappio della non interoperabilità e degli standard proprietari…

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Ecco perchè il closed source non dovrebbe esistere nelle P.A.

16 luglio 2008

L’altro giorno mentre cercavo su internet delle informazioni legate al ministero dell’istruzione mi sono casualmente imbattuto in un documento di cui vi riporto il primo paragrafo

Facendo seguito alla nota 2797 del 17 settembre u.s. con la quale venivano resi disponibili per le scuole circa 6.000 Personal Computer dismessi dal Ministero del Trasporti e dal Ministero delle Infrastrutture si porta a conoscenza che le Istituzioni Scolastiche che hanno acquisito le apparecchiature suddette potranno, dopo aver verificato alcuni requisiti delle stesse, provvedere, senza oneri, all’installazione:

  • del sistema operativo Windows;
  • del pacchetto Microsoft Office.

Fino qui tutto bene, ma poi il seguito ho dovuto rileggerlo 2 volte perchè non ci credevo.  I PC dismessi avevano già Windows e Office preinstallato, ma per poterli utilizzare le scuole devono verificare che i PC abbiano l’adesivo COA (quello con il numero di licenza per intenderci) e a quel punto possono installare o una copia in loro possesso di Windows o acquistarne almeno 1 per scuola al modico costo di 29€ +iva e di altri 29€+iva per Office). E qui esce il peggio: Office è concesso solo in licenza annuale a 3€ per PC all’anno dopo il primo, cioè circa 18.000€ all’anno pescati dalle nostre tasche per niente, visto che le licenze erano già state acquistate dal Ministero dei Trasporti smilies/angry.gif

E meno male che il documento esordiva con un bel senza oneri.

Tra l’altro sempre sul sito del ministero c’è una pagina dedicata agli accordi con Microsoft, che pensate un po’ nella sua magnanimità regala un kit Office+Windows per ogni PC donato alle scuole, beh insomma quasi:

Fresh Start per PC Donati – è il programma che consente alle scuole di ricevere per ogni PC donato Pentium II a cui manchi la documentazione originale una copia del software e la relativa licenza d’uso di Microsoft Windows 98 second editino e Microsoft Windows 2000 Professional.

Dal sito Microsoft

Quali sono i requisiti necessari per i computer e per gli istituti?

Possono accedere a questo programma istituti accademici accreditati 1) che si rivolgono a studenti della scuola primaria e secondaria e 2) che ricevono in dono personal computer. Sono inclusi istituti primari e secondari, distretti scolastici e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per valutare la propria idoneità è sufficiente visionare i requisiti richiesti per diventare un utente Microsoft Education. Di seguito i requisiti per poter aderire al Programma Fresh Start

I personal computer devono essere stati ricevuti in dono.
I personal computer devono essere già stati usati in precedenza.
Nei personal computer deve essere stato installato in precedenza un sistema operativo Windows originale.
Possono essere inclusi in questo programma solo i personal computer con Intel Pentium II (o equivalente) e processori precedenti.
I personal computer concessi in licenza con questo programma sono di proprietà della scuola e non è possibile trasferire tale contratto a studenti o altre organizzazioni esterne
Computer PIII donati con un Certificato di Autenticità (COA, Certificate of Authenticity)

Nota: Non possono aderire al programma Fresh Start per PC Donati

I personal computer ricevuti in donazione con processore Intel Pentium III (o equivalente)

e processori più recenti con applicato un Certificato di Autenticità di Windows (etichetta applicata al PC) nonché dotati di un qualsiasi documento comprovante la donazione. In questo caso i PC sono già corredati di documentazione sufficiente per costituire una licenza valida per un sistema operativo Windows e di conseguenza non devono essere segnalati con il programma Fresh Start per PC donati.

È possibile utilizzare i supporti esistenti di cui si dispone, tra cui i supporti inclusi nei contratti di licenza Microsoft Volume Licensing, per reinstallare il sistema operativo Windows.

Diciamo che sono senza parole


Aiutiamo la scuola italiana

24 giugno 2008

Sapete quanto può costare un PC per una scuola? 400 euro? 300 ? 100? No molto molto meno: 7 euro.

Se avete in cantina un vecchio PC che non utilizzate contattate Ubuntu Iacta Est e con 7 euro (il costo del pacco postale necessario per recapitarlo a loro) il vostro PC potrà ritrovare nuova vita e servire per allestire aule informatiche nelle scuole italiane, il tutto ovviamente con software open source a bordo.

Un’altra ottima iniziativa dei ragazzi del Rubicone con tra l’altro una doppia valenza: da un lato si aiuta la scuola italiana donando macchine che hanno ancora lunga vita davanti a loro, dall’altro di contribuisce a ridurre la montagna di rifiuti elettronici che stiamo creando intorno a noi.


Un nuovo PC con Linux preinstallato in un negozio

23 maggio 2008

Sfogliando una rivista ho notato la pubblicità di una catena di negozi di informatica (non voglio fare pubblicità diretta ma sono quelli che salutano in inglese 🙂 ) e sono rimasto colpito da un pinguino vicino ad un PC. Bene non è un miraggio hanno a catalogo un ACER Extensa E261 con monitor da 19″ e Linux preinstallato a 399€ ivato.

Il PC non è certamente un mostro di potenza ma è accettabile per usi “normali”: il processore è un INTEL E2140 dualcore a 1,6GHz, con 1GB di RAM, un disco da 160GB, rete 10/100/1000, scheda video integrata SIS Mirage 3, masterizzatore DVD, mouse, tastiera, e monitor 19″ LCD con una risoluzione da 1440×900. La sezione più penalizzata è sicuramente la scheda video, che è molto meno performante anche rispetto alle Intel più datate e non offre un supporto altrettanto buono per i driver Linux