Un pc per ogni studente: come è andata a finire?

11 marzo 2010

Vi ricordate di quella notizia che ho riportato a ottobre 2008?

In breve una scuola media della provincia di  Torino  aveva scelto di dare un PC ad ogni studente. Non un PC qualunque ma un un micro-netbook da 7″  che si porta avanti e indietro da casa per continuare lo studio. Iniziativa lodevole, ma su cui avevo sollevato delle perplessità. Innanzi tutto si era scelto Windows come s.o. accompagnato da una sorta di pseudodesktop per imbrigliarlo. Poi c’era il discorso del formato che secondo me non è adatto ad un uso continuato (inoltre è uno striminzito JumpPC della Olidata.)

A distanza di oltre 1 anno cos’è successo? Molto in un certo senso, nulla in altro.

Io avevo proposto l’acquisto di economici PC fissi o di recuperare vecchie macchine magari da aziende e farsi aiutare gratis da LUG e associazioni (nel mio piccolo ho fatto recuperare 20 macchine per un associazione).  Ma mi è stato risposto che quelli sono gratis. Si come no. Gratis! Infatti come volevasi dimostrare finita la prima tranche in omaggio, l’Olidata ha cominciato a farseli pagare e quindi sono finiti i fondi…

Nonostante tutto,e questo è il lato positivo, gli insegnanti coinvolti stanno continuando a battersi per cercare di far funzionare il loro progetto, qui potete trovare i link con tutti i progressi fatti e l’avanzamento dei lavori. Pare che ad ogni modo gli studenti abbiano gradito molto l’iniziativa.

Come al solito da una parte ci sono grandi promessi di aziende e ministeri (raramente mantenute) e dall’altra il duro lavoro di gente (come gli insegnanti coinvolti nel progetto) che si impegna per far funzionare le cose. Che dire in bocca al lupo per riuscire a coinvolgere quante più scuole possibile, anche se continuo a non essere d’accordo con il metodo scelto 😉


Un pinguino a scuola

4 marzo 2009

Voglio riportarvi tre notizie che riguardano il nostro pinguino preferito e la scuola.

Qualche giorno fa sono stato contattato da una ragazza di Roma, Silvia,  la quale mi ha informato della conclusione (o meglio dell’inizio) di un bellissimo progetto su cui stava lavorando da un po’ di mesi.

E’ riuscita a far installare in una scuola romana  Linux sia nei laboratori che sulle macchine della segreteria. La scuola in questione è la ISIS alle porte di Roma, un istituto per periti elettronici e chimici delle acque.
I numeri in gioco sono importanti: circa 180 macchine nei laboratori e una decina in segreteria. Verrà lasciato Windows 98 su alcuni PC per poter fare esperimenti di collegamento in rete fra pc con sistemi operativi eterogeneii.
La cosa porterà vantaggi economici immediati (mediamente fra office e windows un PC per l’educazione costa non meno di un centinaio di euro in licenze) e vantaggi futuri legati al fatto che i ragazzi usando strumenti open source a scuola cercheranno magari di farlo anche a casa e un domani nelle aziende.
La cosa tra l’altro mi riempe doppiamente di orgoglio visto che la distribuzione scelta per i laboratori non è una della varie *buntu tanto di moda ma la “nostra” openmamba, con cui ho il piacere di collaborare da quasi un anno; per chi non la conoscesse openmamba è una distro italianissima (di Torino per la precisione) sviluppata sulle ceneri di qilinux (sempre torinese) e non basata su altre distro preesistenti.

Nelle segreterie invece la scelta è caduta su Debian per il maggior parco software a disposizione già pacchettizato, ma si prevede un cambio di rotta e l’adozione di openmamba  prossimamente.

Oltre all’adozione delle macchine con Linux la scuola organizzerà giornate ed incontri sul tema dell’open source e corsi di alfabetizzazione informatica.

Uno dei punti a favore dell’adozione di Linux,oltre al costo,  è stato la semplicità di uso e di manutenzione: si avete capito bene “semplicità”. Chi usa già Linux sa cosa intendo dire, ma per gli altri vi cito un passo del messaggio che ho ricevuto

“Dopo un iniziale scetticismo, soprattutto da parte dei docenti e del personale amministrativo, tutti hanno potuto toccare con mano la semplicità nell’utilizzo di questa bella distro.A convincerli definitivamente sono stati i passi avanti che ho fatto in campo informatico: da completa incapace su win, a sistemista programmatore su Linux (io sono sempre la stessa imbranata, è linux che permette a chiunque di poter fare grandi cose).”

Invece a Torino, presso il politecnico è partito a fine gennaio un corso di informatizzazione base basata su Linux della durata di circa 3 mesi aperto a tutti.  Anche qui alla più nota ubuntu si affianca la nostrana openmamba. Il corso ha avuto notevole successo con punte di oltre 250 partecipanti alle lezioni finora tenute.

L’università di Torino invece organizza, in modo autogestito dagli studenti, un corso avanzato di Linux che partirà a marzo.

Nuovamente i miei complimenti a Silvia, ai ragazzi del netstudent del Politecnico e agli organizzatori del corso dell’Università, e speriamo che altri istituti seguano il loro esempio implementando Linux ovunque possibile e cercando di diffonderlo.


Linux balla la samba…

19 febbraio 2009

…e non parlo del noto programma per l’accesso a PC windows in rete: il governo brasiliano aveva dichiarato di voler passare a Linux nelle scuole, e adesso ha annunciato come; 350.000 macchine verranno virtualizzate con Linux per servire milioni di studenti delle scuole brasiliane, sfruttando un prodotto della Useful che permette di usare un solo pc con più monitor e tastiere, risparmiando ulteriori soldi. Qui il link alla notizia originale su slashdot

E interessante (e molto intelligente secondo me) l’uso di un sistema di virtualizzazione per condividere fra più utenti una sola  macchina: anche se a prima vista il costo (69$ per postazione a cui aggiungere mouse e tastiera) si avvicina a quello di una macchina dedicata per ogni studente (è possibile acquistare con grossi lotti macchine più che discrete a cifre vicine ai 100$) non è trascurabile l’impatto energetico con numeri così grandi; 350.000 PC consumano come minimo 50MWh, con la useful invece si possono collegare fino a 10 monitor (usando 10 schede video – o 5 con 2 uscite), sul sito dichiarano riduzioni di consumi del 80-90% ma ottenessimo anche solo un dimezzamento dei consumi si risparmierebbero  25MWh. Un bel risparmio comunque alla  fine…


A Torino verranno dati netbook agli studenti

12 ottobre 2008

Dopo un po’ di assenza dovuta a vari impegni rieccomi a commentare una notizia apparsa su PI: in pratica si vuole sperimentare l’adozione di netbook in dotazione ai ragazzi di 2 scuole elementari di Torino e provincia da affiancare ai tradizionali metodi di studio. Il netbook è stato scelto in modo che sia facilmente trasportabile, visto che i ragazzi potranno portarlo a casa finite le lezioni. Fra i molti modelli disponibili si è optato per 55 esemplari di  JumPC che saranno ceduti in comodato gratuito alle scuole da Olidata. Sulla macchina saranno installati parecchi programmi didatti opensource e freeware, e fin qui tutto bene, inoltre la macchina potrà andare su internet ma sarà filtrata in modo da permettere l’accesso ad una lista di 700 siti selezionati con la possibilità di sblocco attraverso una password da parte dei genitori  o degli insegnanti. Come chi mi segue ormai saprà a questo punto arriva il lato negativo: già perchè un’altro sponsor è niente meno che BigM, la quale ha dotato i netbook del caro vecchio Windows XP. Ciliegina sulla torta il tutto è gestito attraverso un programma che si chiama Magic Desktop che funge da interfaccia fra il sistema operativo è il ragazzo.

Esistono alternative molto valide per la didattica in campo opensource partendo da Gcompris per arrivare a Squeak quindi perchè utilizzare un prodotto commerciale per fare da mera interfaccia verso programmi opensource?

Far impratichire i nostri ragazzi con i computer è una ottima cosa, io stesso lascio usare a mia figlia di 4 anni il computer di casa con GCompris, e l’idea di dare un netbook in dotazione è lodevole, non tutti infatti possono permettersi l’acquisto di un PC e non sarebbe giusto discriminare chi non ne ha la possibilità; però viste le finalità dell’esperimento se si fosse optato per una distribuzione Linux live con integrati gli strumenti necessari (tipo Edubuntu 101%), si potevano fornire PC fissi nelle scuole (spesso già presenti nei laboratori) e aiutare le famiglie che non possedessero già un computer fornendogliene uno o provvedendo con riduzioni sul costo di acquisto: con l’equivalente dei 55 netbook acquistati (300 euro cad.) si possono acquistare almeno 70-80 PC con prestazioni e dotazioni software superiori: quindi sarebbe possibile allestire almeno 2 aule didattiche nuove  avanzando ancora 20 PC da dare alle famiglie. I netbook, per quanto validi, hanno oggettivi problemi di usabilità, innanzi tutto la tastiera molto piccola, poi lo schermo a bassa risoluzione e di soli 7″ di diagonale, la posizione relativa monitor-tastiera poco ergonomica, la durata delle batterie e le possibilità di smarrire o danneggiare il PC durante il tragitto scuola-casa.

Anche l’idea di usare un programma come Desktop Magic è secondo me discutibile: in 5 elementare i ragazzi hanno tranquillamente la capacità di usare un PC normale, ma qui il problema è che scegliendo Windows come sistema operativo diventava probabilmente troppo difficile costruire una situazione “blindata” per i ragazzi. La soluzione di utilizzare un LiveCD di Linux invece avrebbe escluso molti problemi di sicurezza e avrebbe permesso, a parità di investimento, la fruizione di un servizio migliore ad un numero maggiore di persone. Inoltre il voler sempre semplificare e “proteggere” i ragazzi costruendogli attorno reti e barriere di protezione li rende solo incapaci di affrontare quella che sarà poi la vita reale.

Comunque, come diceva qualcuno: piuttosto che niente meglio piuttosto…


Ecco perchè il closed source non dovrebbe esistere nelle P.A.

16 luglio 2008

L’altro giorno mentre cercavo su internet delle informazioni legate al ministero dell’istruzione mi sono casualmente imbattuto in un documento di cui vi riporto il primo paragrafo

Facendo seguito alla nota 2797 del 17 settembre u.s. con la quale venivano resi disponibili per le scuole circa 6.000 Personal Computer dismessi dal Ministero del Trasporti e dal Ministero delle Infrastrutture si porta a conoscenza che le Istituzioni Scolastiche che hanno acquisito le apparecchiature suddette potranno, dopo aver verificato alcuni requisiti delle stesse, provvedere, senza oneri, all’installazione:

  • del sistema operativo Windows;
  • del pacchetto Microsoft Office.

Fino qui tutto bene, ma poi il seguito ho dovuto rileggerlo 2 volte perchè non ci credevo.  I PC dismessi avevano già Windows e Office preinstallato, ma per poterli utilizzare le scuole devono verificare che i PC abbiano l’adesivo COA (quello con il numero di licenza per intenderci) e a quel punto possono installare o una copia in loro possesso di Windows o acquistarne almeno 1 per scuola al modico costo di 29€ +iva e di altri 29€+iva per Office). E qui esce il peggio: Office è concesso solo in licenza annuale a 3€ per PC all’anno dopo il primo, cioè circa 18.000€ all’anno pescati dalle nostre tasche per niente, visto che le licenze erano già state acquistate dal Ministero dei Trasporti smilies/angry.gif

E meno male che il documento esordiva con un bel senza oneri.

Tra l’altro sempre sul sito del ministero c’è una pagina dedicata agli accordi con Microsoft, che pensate un po’ nella sua magnanimità regala un kit Office+Windows per ogni PC donato alle scuole, beh insomma quasi:

Fresh Start per PC Donati – è il programma che consente alle scuole di ricevere per ogni PC donato Pentium II a cui manchi la documentazione originale una copia del software e la relativa licenza d’uso di Microsoft Windows 98 second editino e Microsoft Windows 2000 Professional.

Dal sito Microsoft

Quali sono i requisiti necessari per i computer e per gli istituti?

Possono accedere a questo programma istituti accademici accreditati 1) che si rivolgono a studenti della scuola primaria e secondaria e 2) che ricevono in dono personal computer. Sono inclusi istituti primari e secondari, distretti scolastici e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per valutare la propria idoneità è sufficiente visionare i requisiti richiesti per diventare un utente Microsoft Education. Di seguito i requisiti per poter aderire al Programma Fresh Start

I personal computer devono essere stati ricevuti in dono.
I personal computer devono essere già stati usati in precedenza.
Nei personal computer deve essere stato installato in precedenza un sistema operativo Windows originale.
Possono essere inclusi in questo programma solo i personal computer con Intel Pentium II (o equivalente) e processori precedenti.
I personal computer concessi in licenza con questo programma sono di proprietà della scuola e non è possibile trasferire tale contratto a studenti o altre organizzazioni esterne
Computer PIII donati con un Certificato di Autenticità (COA, Certificate of Authenticity)

Nota: Non possono aderire al programma Fresh Start per PC Donati

I personal computer ricevuti in donazione con processore Intel Pentium III (o equivalente)

e processori più recenti con applicato un Certificato di Autenticità di Windows (etichetta applicata al PC) nonché dotati di un qualsiasi documento comprovante la donazione. In questo caso i PC sono già corredati di documentazione sufficiente per costituire una licenza valida per un sistema operativo Windows e di conseguenza non devono essere segnalati con il programma Fresh Start per PC donati.

È possibile utilizzare i supporti esistenti di cui si dispone, tra cui i supporti inclusi nei contratti di licenza Microsoft Volume Licensing, per reinstallare il sistema operativo Windows.

Diciamo che sono senza parole


Ubuntu Facile: il manuale

12 luglio 2008

Il professor Antonio Cantaro dell’istituto Majorana di Gela sta realizzando un manuale per Ubuntu.

Il manuale è disponibile sul sito dell’istituto ed è in fase di stesura, comunque i primi capitoli si delineano già come molto interessanti e realizzati con chiarezza ed obiettività. Un ottimo lavoro.

Approfitto della segnalazione per ricordare l’impegno del prof.Cantaro che è riuscito a far risparmiare alla sua scuola dei soldi per l’allestimento di un laboratorio di informatica e si sta impegnando per la diffusione di Linux sul territorio attraverso 5 squadre formate da 2 studenti e 1 docente,

Il prof.Cantaro è un esempio da seguire di come dovrebbe essere la scuola in Italia: bravo e continua così-


Aiutiamo la scuola italiana

24 giugno 2008

Sapete quanto può costare un PC per una scuola? 400 euro? 300 ? 100? No molto molto meno: 7 euro.

Se avete in cantina un vecchio PC che non utilizzate contattate Ubuntu Iacta Est e con 7 euro (il costo del pacco postale necessario per recapitarlo a loro) il vostro PC potrà ritrovare nuova vita e servire per allestire aule informatiche nelle scuole italiane, il tutto ovviamente con software open source a bordo.

Un’altra ottima iniziativa dei ragazzi del Rubicone con tra l’altro una doppia valenza: da un lato si aiuta la scuola italiana donando macchine che hanno ancora lunga vita davanti a loro, dall’altro di contribuisce a ridurre la montagna di rifiuti elettronici che stiamo creando intorno a noi.